Asteroide 2010 NY65, mercoledì 24 giugno sfiorerà la Terra: è tre volte più grande del Big Ben

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2020 16:22 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2020 16:22
asteroide sfiora la terra

Asteroide grande 3 volte il Big Ben sfiorerà la Terra mercoledì 24 giugno (foto Ansa)

ROMA – Un asteroide, mercoledì 24 giugno, passerà vicino alla Terra.

Rinominato 441987 (o anche 2010 NY65), dovrebbbe avere un diametro che misura tra i 140 e i 310 metri, quindi ben tre volte più grande del Big Ben di Londra.

L’asteroide passerà vicino alla Terra viaggiando a 12,89km/s, velocità che supera di 14 volte quella di un proiettile.

Il 24 giugno, alle 8:44 (ora italiana), la Terra verrà sgiorata da questo asteroide.

In realtà, l’asteroide si troverà a 3,7 milioni di chilometri dalla Terra: nonostante sembri molto, per la Nasa si tratta di un “approccio ravvicinato”. 

Il nostro pianeta ha pochissime possibilità che venga colpito da questa roccia spaziale: “Nessuno dovrebbe essere eccessivamente preoccupato dell’impatto con la Terra di un asteroide o di una cometa” spiega la Nasa che aggiunge: 

“La minaccia a qualsiasi persona di incidente stradali, malattie, altri disastri naturali e una serie di altri problemi è molto più alta della minaccia dei Neo (oggetti near-Earth)”.

L’agenzia spaziale americana non esclude tuttavia la possibilità che un asteroide possa entrare in collisione con il nostro pianeta nel prossimo futuro.

Su lunghi periodi di tempo, le possibilità che la Terra sia colpita non sono trascurabili”.

Asteroidi, gli studi della Nasa per impedire che colpiscano la Terra

La Nasa è impegnata nel trovare questi oggetti per poi tracciare i loro movimenti in futuro. “Dobbiamo prima trovarli, poi tenerli d’occhio” spiega la Nasa. 

Dopo l’individuazione bisogna “spegnere” delicatamente l’asteroide al sicuro e non farlo esplodere per evitare che i frammenti raggiungano la Terra.

Un’altra opzione che la Nasa ha discusso per evitare la collisione di un asteroide è quella di creare grandi vele solari su un piccolo oggetto pericoloso, in modo che la pressione della luce solare possa alla fine reindirizzare l’oggetto lontano dalla collisione prevista con la Terra spiega ancora la Nasa (fonte: Meteo Web, Nasa).