Scienza e Tecnologia

Asteroide 2018 CB, 9 febbraio incontro ravvicinato con la Terra. Alle 9 di sera visibile dall’Italia

Il 9 febbraio faccia a faccia con l'asteroide 2018 CB

Asteroide 2018 CB, 9 febbraio incontro ravvicinato con la Terra. Alle 9 di sera visibile dall’Italia

ROMA – Dopo il passaggio ravvicinato dell’asteroide 2018 CC, è atteso un altro transito da record: quello dell’asteroide 2018 CB, dal diametro stimato tra i 18 e i 39 metri, che domani 9 febbraio, alle ore 23,29 italiane, saluterà la Terra dalla distanza di circa 65.000 chilometri, cioè 5 volte inferiore a quella che separa la Terra dalla Luna. Il passaggio è ravvicinatissimo, ma “non rappresenta alcuna minaccia per il nostro pianeta” ha rilevato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

Sarà un’occasione da non perdere per vedere l’asteroide sfrecciare tra le stelle, anche con strumenti amatoriali. Chi non ha un telescopio potrà osservarlo nella diretta organizzata dal canale Ansa Scienza e Tecnica con il Virtual Telescope, a partire dalle ore 21,00 di domani 9 febbraio. Scoperto di recente, lo scorso 4 febbraio dal progetto Catalina Sky Survey in Arizona, “l’asteroide 2018 CB sarà visibile dall’Italia nelle prime ore della sera del 9 febbraio, quando sarà prossimo al massimo della luminosità” ha detto Gianluca Masi, che lo ha già fotografato nei giorni scorsi.

Quando raggiungerà la minima distanza dalla Terra, invece, l’asteroide non sarà osservabile dal nostro Paese, perché tramontato da poco. Per osservarlo occorre un telescopio del diametro di almeno 200 millimetri da puntare, a partire dalla 19,30 di domani, tra le stelle della costellazione di Perseo. Tuttavia, “vista la breve distanza da noi, la sua esatta posizione tra queste stelle dipenderà da dove lo si osserva, tra Milano e Palermo, a esempio, le posizioni differiranno di circa mezzo grado, ossia il diametro apparente del disco della Luna Piena”.

Quello di 2018 CB è il terzo saluto di un asteroide in pochi giorni e questo potrebbe dare la sensazione che siano aumentati i passaggi ravvicinati. Invece, ha rilevato l’esperto “non c’è alcun incremento, ma è migliorata la nostra capacità di avvistare gli asteroidi che si avvicinano alla Terra, anche quando sono di piccole dimensioni”.

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