Avvenire ‘smonta’ la cellula artificiale: “E’ solo un abile puzzle”

Pubblicato il 22 maggio 2010 11:03 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2010 12:01

Craig Venter

Il quotidiano dei vescovi ‘Avvenire’ ridimensiona la scoperta della ‘cellula artificiale’ di Craig Venter. In un editoriale la docente di chimica fisica all’università di Perugia e membro del Comitato nazionale di bioetica “Assuntina Morresi spiega: “Non è una sfida a Dio l’ultimo risultato ottenuto da Craig Venter e dalla sua equipe, ma una sofisticata operazione tecnologica, un ‘copia, incolla e metti la firma”.

Per la professoressa, quindi, non si tratta di una ”creazione dal nulla, piuttosto sono state sapientemente assemblate sequenze di Dna già esistenti in natura, e riprodotte in laboratorio, insieme a qualche sequenza disegnata per ‘marcare’ il genoma ottenuto e distinguerlo dall’originale naturale, una specie di ‘firma’ degli scienziati inserita nel Dna stesso”.

L’articolo, dal titolo “Hanno fatto un abile ‘puzzle’ e lo chiamano nuova vita”, sottolinea la   “profonda capacità manipolatoria” degli scienziati. L’editorialista di Avvenire rileva: “Che la sfida della conoscenza debba sempre essere presentata come mettersi in arrogante gara con Dio, non rende ragione alla scienza stessa”. “Il mestiere dello scienziato – conclude la Morresi – è quello di cercare di comprendere sempre più a fondo la struttura intima della materia e della vita, ed è frutto di intelligenza – quella stessa che ieri il cardinal Bagnasco ci ha ricordato essere ‘dono di Dio’ – curiosità e, soprattutto, di umiltà”.