I buchi neri quando si scontrano non generano “capelli”. Quei filamenti di energia, forze sconosciute

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Settembre 2019 13:41 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2019 13:41
Buchi neri, smentito che generino capelli di energia

Una rappresentazione artistica di un buco nero (fonte Nasa)

ROMA – Ascoltato per la prima volta quattro anni fa, nel settembre 2015, il primo segnale della collisione fra due buchi neri – il cinguettio di un’onda gravitazionale -, restituisce ragione all’intuizione di Albert Einstein. L’analisi delle increspature dello spazio-tempo prodotte da quell’evento dimostra che i buchi neri, a differenza di quanto ipotizzato finora, non generano attorno a loro filamenti di energia. Filamenti subito ribattezzati “capelli”.

Forze sconosciute

È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Physical Review Letters dal gruppo di astrofisici dell’Università Stony Brook di New York, coordinato da Will Farr, in collaborazione con i colleghi del Mit di Boston e del California Institute of Technology. Secondo quanto ipotizzato finora, i capelli dei buchi neri sarebbero delle forze sconosciute che li tengono ancorati all’universo.

“Un buco nero non ha capelli”

Di queste strutture, però, non c’è traccia nell’analisi delle collisioni tra coppie di buchi neri che scuotono lo spazio-tempo con l’emissione di onde gravitazionali. Aveva, quindi, ragione John Wheeler, il fisico che ha coniato l’espressione buco nero per descrivere un oggetto cosmico con un’attrazione gravitazionale talmente intensa che nulla può sfuggire al suo abbraccio, luce compresa.

Secondo lo studioso scomparso nel 2008, infatti, ‘un buco nero non ha capelli’, massa e rotazione sono cioè tutto ciò che serve a descriverlo. Per Farr, i futuri segnali emessi dalle collisioni di buchi neri e captati dai cacciatori di onde gravitazionali Ligo e Virgo, dal 2019 di nuovo in attività dopo un periodo di manutenzione che ne ha migliorato la sensibilità, “permetteranno di studiare in modo sempre più preciso le caratteristiche di questi oggetti esotici del cosmo”. (fonte Ansa)