Caduta Impero Romano, nuova teoria: non furono solo i barbari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2015 17:48 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2015 19:52
Caduta Impero Romano non solo per colpa dei barbari: ecco la nuova teoria

Eruzione vulcanica

ROMA – Una teoria storica pretende di modificare la ricostruzione della caduta dell’Impero Romano. Come spiega Michael Sigl del Desert Research Institute di Reno e del Paul Scherrer Institute in Svizzera, la caduta non sarebbe dipesa solo dalle invasioni barbariche, ma anche da violente calamità naturali come le eruzioni dei vulcani.

In realtà la crisi dell’Impero Romano non è stata “colpa dei barbari”, né tantomeno del cristianesimo, ma è dovuta a una lunga crisi economica che è cominciata sotto Diocleziano e che si è arrestata solo dopo secoli. Le stesse invasioni barbariche non sono una causa ma una conseguenza di quella crisi.

Uno studio pubblicato recentemente su Nature, infatti, spiega come, tra le cause che determinarono la distruzione di Roma, non vi furono solo i saccheggi dei barbari ma una serie di calamità naturali provocate da violente eruzioni vulcaniche, che avrebbero portato ad un repentino cambiamento climatico, causa di carestie ed epidemie di vario genere.

Dunque, nella distruzione dell’Impero Romano i barbari non avrebbero fatto tutto da soli: a peggiorare la situazione di Roma – negli anni in cui fu teatro, tra il 166 e il 476 dopo Cristo, di saccheggi da parte di Vandali, Goti etc – furono condizioni climatiche ostili dovute, secondo lo studio apparso su Nature, a una attività vulcanica particolarmente violenta.

Pare che le estati più roventi vissute dall’Impero tra il 500 avanti Cristo e il 1000 dopo Cristo, furono precedute da tremende eruzioni vulcaniche, mentre quelle più fredde si verificarono subito dopo tali attività. Un’osservazione questa che andrebbe a rafforzare la teoria per cui esiste un nesso scientifico tra i cambiamenti climatici e le eruzioni vulcaniche.