Cambiamenti climatici, gli esperti: contro l’aumento del livello degli oceani serve una barriera nel Mare del Nord

di Caterina Galloni
Pubblicato il 16 Febbraio 2020 6:47 | Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio 2020 17:16
Cambiamenti climatici, Ansa

Cambiamenti climatici, gli esperti: contro l’aumento del livello degli oceani serve una barriera nel Mare del Nord (foto Ansa)

ROMA – Nei prossimi anni, l’innalzamento del livello del mare causato dai cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, potrebbe sommergere gran parte dell’Europa. Per salvaguardare 25 milioni di europei, l’oceanografo olandese Sjoerd Groeskamp del Royal Netherlands Institute for Sea Research, ha proposto di costruire due mega dighe nel Mare del Nord. Groeskamp sostiene che una “possibile soluzione” all’aumento del riscaldamento globale degli oceani è quella di costruire una diga lunga 475 chilometri tra Scozia e Norvegia e un’altra di 160 chilometri tra Francia e Inghilterra.

“Lo scenario previsto dall’oceanografo è inquietante: entro il 2500 è previsto un aumento di 10 metri”, ha scritto Groeskamp in un documento che sarà pubblicato questo mese sull’American Journal of Meteorology. “La diga rappresenta principalmente un appello ad agire immediatamente per contrastare il cambiamento climatico. Non agendo tempestivamente potrebbe l’estrema e unica soluzione”, ha aggiunto Groeskamp.

Secondo gli autori, il progetto – chiamato North Sea Enclosure Dyke – è realizzabile sia dal punto di vista tecnico che economico, il costo è compreso fra 250-500 miliardi di euro, circa lo 0,1 per cento del Pil dei paesi che riceverebbero protezione dalle dighe.

Al Guardian, Groeskamp ha riferito che i calcoli non hanno tenuto conto delle potenziali perdite, come la pesca nel Mare del Nord e l’aumento dei costi di spedizione. Riguardo la situazione dell’innalzamento dei mari, si legge, che “sta minacciando gli ecosistemi costieri, le risorse idriche, gli insediamenti, le infrastrutture e le vite umane”.

Hanna Cloke, professore di idrogeologia, sostiene che agendo subito si prevedono due scenari: con emissioni basse l’innalzamento medio del mare sarà tra 0,2 e 0,4 metri, ma con l’aumentare delle emissioni si può raggiungere la possibilità di un metro. Ma c’è anche un’idea alternativa: alcuni progetti prevedono la realizzazione della prima città galleggiante del pianeta. Le Nazioni Unite promuovono il rivoluzionario progetto, che vedrà piattaforme galleggianti autosufficienti ancorate al fondo del mare su cui è possibile costruire delle case. Ciascuna piattaforma sarà abbastanza robusta da poter ospitare decine di migliaia di persone e allo stesso tempo vantare le caratteristiche tipiche della città come piazze e mercati.

Fonte: Daily Mail.