Settimo senso, anche l’uomo percepisce il campo magnetico terrestre

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 22 marzo 2019 15:06 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2019 15:06
Campo magnetico terrestre, lo percepiamo inconsciamente nel cervello

Settimo senso, anche l’uomo percepisce il campo magnetico

di Veronica Nicosia

ROMA – Sono molte le specie animali in grado di percepire la presenza di un campo magnetico, soprattutto quello terrestre. Uccelli, api, tartarughe e persino i cani orientano alcuni loro bisogno e comportamenti proprio lungo le linee del campo magnetico della Terra. La “magnetorecezione” è la definizione di questa abilità sensoriale che, secondo un gruppo di scienziati, avrebbe anche l’uomo. Una sorta di “settimo senso”, dato che reagiamo ai cambiamenti del campo magnetico terrestre in modo del tutto inconsapevole.

Lo studio che analizza l’abilità di magnetorecezione degli essere umani si deve a un team di ricercatore del California Institute of Technology (Caltech) negli Stati Uniti e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista eNeuro. I ricercatori guidati geologo Joseph Kirschvink e dal neurobiologo Shin Shimojo, rispettivamente del California Institute of Technology (Caltech) e dell’Università di Tokyo, sono partiti dal concetto di “magnetorecezione”, cioè l’abilità di percezione del campo geomagnetico, che è già nota in molti animali. Gli uccelli ad esempio volano in stormi e migrano allineandosi alle linee del campo, analogamente alle tartarughe, che ne seguono le linee nelle loro migrazioni negli oceani.

La domanda che gli scienziati si sono posti è stata se anche l’uomo fosse in grado di percepire il campo geomagnetico e a sorpresa, spiega Kirschvink in una intervista, la risposta è stata sì: “I nostri risultati indicano che il cervello umano è effettivamente in grado di collezionare e processare selettivamente gli input direzionali che arrivano dai recettori del campo magnetico. Questo dà origine a una risposta cerebrale che è selettiva sia per la direzione che la rotazione del campo, con un modello di attività neuronale che è misurabile e ripetibile in un intero gruppo di individui e in cui abbiamo osservato una forte risposta”.

La ricerca si è svolta su un campione di 34 volontari adulti, 24 uomini e 12 donne, di età compresa tra i 18 e 68 anni. Ogni partecipante è stato fatto sedere in una sedia di legno, un materiale dove non c’è conducibilità elettrica, che era stata posta in un gabbia di Faraday, un dispositivo che blocca i campi elettromagnetici. I volontari sono stati poi sottoposti a un campo magnetico ricreato in laboratorio pari a quello terrestre per intensità, ma variabile nelle sue direzioni e nel suo orientamento dagli scienziati. In questo modo i ricercatori hanno potuto registrare come il cervello dei volontari variava al variare del campo magnetico e della sua direzione attraverso un elettroencefalogramma (EEG). 

I risultati hanno mostrato in alcuni dei volontari una diminuzione delle onde alpha nell’attività del cervello, cioè le oscillazioni neurali che si ritenga abbiano un ruolo attivo nell’elaborazione di informazioni relativa alla coordinazione e comunicazione. Queste variazioni erano legate alla percezione del campo magnetico, ma nonostante il cervello umano abbia risposto in modo forte agli stimoli, i volontari non ne erano consapevoli. Questo fa pensare che il nostro “settimo senso” agisca a livello del subconscio nel nostro cervello.  

Per i ricercatori si tratta dunque solo di un punto di partenza, e non di arrivo, nello studio della magnetorecezione negli essere umani. Il prossimo passo sarà quello di realizzare nuovi studi che permettano di determinare come questa abilità influenzi la specie umana e quali siano i meccanismi e gli effetti a livello fisiologico e cerebrale, ad esempio analizzando volontari dell’emisfero sud del pianeta. Inoltre per gli scienziati, ogni individuo potrebbe “sentire” il campo geomagnetico in modo diverso, anche in base alla regione geografica in cui vive. E i nostri antenati nomadi e migranti, proprio come gli uccelli o le tartarughe, potrebbero aver eseguito i loro spostamenti seguendo inconsapevolmente proprio quel “settimo senso”. (eNeuro)