Cellula minimale, l’Italia lavora alla “vita artificiale”

Pubblicato il 21 maggio 2010 15:55 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2010 0:34

Una “cellula minimale”, che racchiuda in sé l’Abc della vita e completamente costruita in laboratorio, dalla membrana al Dna: è il progetto al quale si sta lavorando in Italia, fra università di Roma Tre e centro “Enrico Fermi”. “Come il gruppo di Craig Venter, anche il nostro lavoro punta alla vita artificiale, ma con un approccio completamente diverso”, ha detto Giovanni Murtas, del centro “Fermi” e collaboratore del gruppo dell’università Roma Tre coordinato da Pier Luigi Luisi.

Il lavoro di Venter è partito da un batterio esistente, ha realizzato una copia sintetica del suo Dna e l’ha trasferita in un altro batterio. “In questo modo ha ottenuto una cellula semi-sintetica”, ha osservato Murtas. “Noi siamo partiti costruendo in laboratorio una sfera di lipidi simile alla membrana della cellula che può sintetizzare proteine che vanno ad accrescerla”.

Il prossimo passo, entro 1 o 2 anni, sarà farla dividere; poi inserire al suo interno pochissimi geni, un centinaio al massimo, assemblati in modo semplice, e dimostrare che questa cellula minimale è capaci di dividersi. Cellule come queste potranno essere utilizzare come bioreattori per produrre farmaci e rilasciarli nell’organismo umano, oppure in laboratorio per sperimentare nuove molecole di interesse industriale. La cellula minimale, infine, sarà anche la chiave per carpire i segreti dell’origine della vita.