Cern tronca rapporti con Alessandro Strumia. Via il ricercatore del “fisica non è roba da donne”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 25 marzo 2019 11:56 | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2019 11:56
Alessandro Strumia, Cern tronca tutti i rapporti col ricercatore sessista

Cern tronca rapporti con Alessandro Strumia. Via il ricercatore sessista del “fisica non è roba da donne”

di Veronica Nicosia

ROMA – “La fisica non è roba da donne”. Alessandro Strumia, ricercatore presso il Cern di Ginevra, ha avuto il coraggio di pronunciare questa frase durante un convegno sul “gender equality”, cioè sulla parità di genere. Un convegno dove il dibattito era proprio sulle maggiori difficoltà che le donne devono affrontare per entrare nel mondo della ricerca. Una frase che gli è costata lo scorso ottobre una sospensione e che ora ha inevitabilmente portato alla chiusura di tutti i rapporti tra il professore “ospite” e il centro di ricerca europeo. 

Tutto è iniziato lo scorso settembre 2018, quando il fisico dell’università di Pisa durante il convegno High Energy Theory and Gender ha dichiarato che le donne sono meno brave degli uomini, ma vengono favorite e li scavalcano nella carriera anche se non hanno meriti. “La fisica è stata inventata e fatta dagli uomini, non si entra su invito”, aveva detto Strumia.

Insomma, le donne sono meno brave ma, solo perché donne, fanno più carriera. Un punto di vista che Strumia sostiene di poter confermare con delle sue personali ricerche, che però nessuna rivista ad oggi ha pubblicato. Ricerche che affermano il contrario di quanto invece la letteratura scientifica attesta da anni: per le donne fare carriera nella comunità scientifica è più difficile rispetto ai colleghi maschi.

Le parole del professore hanno inevitabilmente sollevato il dibattito e scatenato le proteste, soprattutto di quelle donne che ogni giorno lottano per affermarsi nel mondo del lavoro e della ricerca, dove i dati dimostrano come il “gender gap”, il divario di genere, sia ancora alto tra uomo e donna, sia in termini di possibilità di carriera che di salario.

Ma torniamo a Strumia. Dopo le sue parole al congresso, il professore è stato sospeso dal Cern di Ginevra, che ha aperto un procedimento per stabilire se i suoi comportamenti e le sue parole avessero violato le regole interne del centro di ricerca. Il responso è stato sì e così il 7 marzo la notizia è arrivata: il Cern non ha rinnovato il rapporto di professore ospite per Strumia e ha troncato ogni rapporto lavorativo col ricercatore.

Contro questa decisione si è scagliato il fisico, che intervistato dalla Bbc ha dichiarato: “Alcune persone odiano sentire parlare di alta varianza maschile: questa idea si deve a Darwn, così come le altre idee reputate offensive che trovano supporto nelle osservazioni. La scienza non offende nessuno quando i fatti cambiano le opinioni ritenute sacre”. 

Strumia conferma la sua posizione sul ruolo delle donne nel mondo della ricerca, ma soprattutto accusa il Cern di averlo trattato non rispettando i suoi diritti, come spiega alla Bbc: “Per mesi, hanno “investigato” sul mio talk di 30 minuti per capire se avesse violato le regole del Cern di ‘obbligo di esprimere con riserbo e tatto le opinioni personali e le comunicazioni al grande pubblico. In questo caso, avrebbero dovuto aprire una procedura, dove io avrei potuto difendermi da solo. Ma questo non è mai accaduto”.

Il fisico dunque lamenta che il Cern non gli abbia dato modo di spiegarsi e di fornire la sua versione dei fatti. Strumia, che durante il convegno oltre a usare espressioni sessiste aveva anche mostrato un cartone che derideva le donne che si battevano per l’uguaglianza nella scienza, continua dal suo canto a dichiarare di avere le prove delle sue affermazioni. Non importa in quanto gli abbiano fatto notare che la sua analisi non è scientifica e non ha dati a supporto delle sue tesi.

Intervistato dalla Bbc, Strumia continua imperterrito a difendere le sue parole, sostenendo che se una rivista scientifica decidesse di pubblicare i suoi “risultati”, allora la sua teoria sarebbe verificata. Risultati che sono stati vagliati da altri fisici ed esperti, che hanno provato a spiegargli come nella sua analisi confonda le cause con gli effetti.

Il ricercatore sostiene infatti che lui stesso sia stato vittima di discriminazione, quando delle donne gli sono state preferite per un incarico all’Istituto nazionale di fisica nucleare nonostante lui si reputasse più qualificato di loro e più bravo.

Strumia si basa sulla quantità di paper, cioè di pubblicazioni scientifiche, che gli uomini hanno rispetto alle donne. Inutile il lavoro di altri fisici ed esperti che hanno cercato di spiegargli come nel mondo della fisica delle particelle ci siano molti più uomini, che quindi vengono citati da altri uomini, e soprattutto che è pratica ricorrente che ricerche condotte in laboratorio da scienziate altrettanto qualificate, ritrovino poi tra i nomi che hanno contribuito al paper anche i loro supervisori e colleghi maschi, nonostante il contributo di questi ultimi sia stato minimo o inesistente. Motivo per cui il numero di donne che lascia il campo è sproporzionatamente più alto che in altri settori.  

Nonostante il suo metro di giudizio sia stato invalidato e in molti abbiano provato a spiegargli l’assurdità della sua teoria, il fisico non accenna a pentirsi, né ha abbassato i toni dopo la sospensione. Al Cern di Ginevra non è rimasto altro da fare, dopo aver indagato sull’incidente, che interrompere i rapporti col professore e in una nota ha dichiarato: “L’incidente è stato indagato alla luce del regolamento interno e del codice di condotta dell’organizzazione, che stabiliscono i valori fondamentali del Cern. Come risultato delle nostre indagini e della decisione presa dall’università di Pisa, abbiamo deciso di non estendere lo status di “professore ospite” ad Alessandro Strumia. Il Cern ribadisce il suo impegno per la fondamentale importanza del rispetto e della diversità sul luogo di lavoro”. (Ansa e Bbc)