Cervelli di maiali riattivati dopo la morte: speranze di cura per ictus e nei trapianti

di Caterina Galloni
Pubblicato il 19 Aprile 2019 6:12 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2019 8:30
cervelli maiali

Cervelli di maiali riattivati dopo la morte: test sull’uomo ancora lontani

ROMA – Nel cervello di 32 maiali, a distanza di 4 ore dalla morte, sono state ripristinate circolazione del sangue e funzioni cellulari ma non l’attività elettrica associata alla coscienza. Lo studio è stato condotto dalla Yale School of Medicine e pubblicato sulla rivista Nature. Per l’esperimento, gli scienziati hanno utilizzato 32 cervelli di maiale ottenuti dai macelli e li hanno inseriti in un dispositivo chiamato BrainEx. Si basa su un sistema che a temperatura ambiente pompa nelle principali arterie del cervello una soluzione chiamata BEx perfusato, un sostituto del sangue basato su una miscela di sostanze protettive, stabilizzanti e agenti di contrasto.

I cervelli stati immersi nel BrainEx, che in sei ore ha ripristinato l’irrorazione in tutti i vasi sanguigni e hanno mostrato sia la riduzione della morte cellulare che il ripristino di alcune funzioni cellulari, compresa la formazione di connessioni tra i neuroni (sinapsi). L’esperimento non ha risvegliato l’attività elettrica dei neuroni, ma l’irrorazione con un sostituto del sangue è riuscito a mantenere vivo il tessuto cerebrale che, se non viene congelato, in condizioni normali si degrada in tempi rapidissimi; al contempo anche questo procedimento portato all’estremo, può produrre danni ai tessuti.

Pur essendo entusiasmante, la scoperta è ancora molto lontana dal provare che la coscienza di una persona può essere ripristinata dopo la morte, sostengono gli esperti. Tuttavia potrebbe essere utilizzata per terapie contro i danni provocati dall’ictus nonché a nuove cure che favoriscono il recupero dei neuroni dopo la lesione cerebrale. 

Nenad Sestan, a capo dello studio, ha descritto i risultati come “sbalorditivi” e “inaspettati”, ritiene che la tecnica possa funzionare sugli esseri umani. Secondo Sestan è la prova che il cervello dei grandi mammiferi conserva la capacità, finora ritenuta impossibile, di ripristinare la funzione di alcune cellule e la circolazione sanguigna, anche a distanza di tempo da un arresto cardiaco. (Fonte: Daily Mail)