Cervello, alla nascita è unisex: le differenze arrivano con gli anni

Pubblicato il 21 ottobre 2011 18:49 | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2011 18:57

ROMA, 21 OTT – Uomini e donne sono molto piu' simili di quanto si pensa dal punto di vista cerebrale: il cervello alla nascita e' quasi ''unisex'' e le differenze di genere insorgono, sin dai primi anni di vita, per l'influenza di cultura e societa'. Lo spiega Cordelia Fine, psicologa dell'universita' di Melbourne, che ha fatto una revisione completa di molti studi sull'argomento, riportata nel libro ''maschi = femmine Contro i pregiudizi sulla differenza tra i sessi'' edito da Ponte Alle Grazie.

Secondo la psicologa ''e' nata una nuova forma di discriminazione sessuale, il 'neurosessismo', che giustifica e quindi contribuisce ad alimentare le differenze di genere, rinforzando il gap tra uomini e donne sia nell'istruzione sia nel lavoro''.

Negli ultimi anni, spiega Fine in un'intervista all'ANSA, e' stato un susseguirsi di studi che tendono a dimostrare differenze innate nel cervello di maschi e femmine. ''La tesi prevalente e' che il cervello maschile sia sin dalla nascita diverso da quello femminile perche' i maschietti sono esposti a una maggiore quantita' di ormone maschile (testosterone), nel grembo materno. In realta', pero', si tratta di ipotesi non conclusive e smentite da altri studi''.

Per esempio una ricerca di John Archer dell'universita' del Lancashaire smonta il mito che l'aggressivita' sia un tratto congenito tipicamente maschile: ''anche le bambine sono aggressive, la differenza e' che sin da piccole la loro aggressivita' viene repressa dagli adulti'', spiega Fine.

Un altro mito che sarebbe da sfatare e' che l'empatia e' donna: secondo uno studio di Erin Mclure della Emory University le bambine sono solo leggermente piu' empatiche dei maschi, poi con gli anni il gap aumenta, perche' ai maschietti viene 'insegnato' ad essere 'duri' e non mostrare le proprie emozioni.

Col moltiplicarsi di questi studi sul ''sesso del cervello'', afferma la psicologa, e' sorto il ''neurosessismo'', che ''di fatto alimenta la discriminazione di genere: le differenze sessuali nel cervello diventano quasi una giustificazione alla diseguaglianza tra sessi ancora dilagante nella nostra societa'; oggi molte aziende usano programmi di training diversificati sulla base dell'idea che maschi e femmine hanno un cervello diverso'', alimentando il gap ancora tra uomini e donne sul lavoro.