Chernobyl, fungo cresciuto nel reattore nucleare protegge dalle radiazioni. Scienziati: “E’ la chiave per vivere su Marte”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Luglio 2020 13:09 | Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2020 13:12
Chernobyl fungo reattore

Chernobyl, fungo cresciuto nel reattore nucleare protegge dalle radiazioni. Scienziati: “E’ la chiave per vivere su Marte” (foto ANSA)

Alcuni scienziati hanno scoperto che un fungo cresciuto vicino Chernobyl è in grado di assorbire radiazioni pericolose all’essere umano.

Dei ricercatori hanno condotto uno studio su dei funghi presenti sulle mura del reattore n° 4 dell’ex centrale nucleare di Chernobyl e hanno dimostrato che non solo sono in grado di assorbire le radiazioni, ma sono attratte da esse e crescono nei punti in cui ce n’è una quantità maggiore. Il processo di assorbimento delle radiazioni si chiama radiosintesi. Questo è possibile grazie alla quantità di melanina presente nei funghi che permette di assorbire anche i raggi cosmici, estremamente pericolosi per ogni astronauta fuori dall’atmosfera terrestre.

Lo studio è stato pubblicato online la settimana scorsa dagli scienziati della Johns Hopkins University e di Stanford, che hanno condotto un test sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Nils Averesch, ricercatore di Stanford, ha contribuito a questo studio e ha affermato che “il fungo è molto interessante perché si auto-replica e auto-guarisce: quindi, in caso di danni, sarebbe in grado di ricrescere da solo in pochi giorni”. “È già stato in grado di assorbire i dannosi raggi cosmici sulla Stazione Spaziale Internazionale e potrebbe essere potenzialmente utilizzato per proteggere le future colonie di Marte”, spiega ancora.

Secondo il team che ha studiato la speciale muffa riuscita a crescere a Chernobyl, lo “Cryptococcus neoformans fungi”, si potrebbe usare uno strato di funghi spesso 21 centimetri per “negare in gran parte l’equivalente di una dose annuale delle radiazioni sulla superficie di Marte”. 

Lo scienziato della Nasa Kasthuri Venkateswaran ritiene che estraendo il potere d’assorbimento delle radiazioni dal fungo e trasformandolo in una medicina, si potrebbero aiutare anche gli ammalati di cancro e gli ingegneri nelle centrali nucleari o chiunque entri in contatto con del materiale radioattivo. Venkateswaran avrebbe inoltre affermato che questa tecnologia molto probabilmente sarà oggetto di molti studi nel campo delle biotecnologie, essendo non tossico e biocompatibile. (fonte MONEY.IT)