Combustione spontanea, gli uomini possono bruciare da soli. Succede quando…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2015 13:39 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2015 16:10
Combustione umana spontanea, se uomo brucia da solo: batteri, fulmini o bufala?

Il corpo bruciato di Michael Faherty

ROMA – Un corpo umano che prende fuoco dall’interno e brucia, lasciando solo un arto o parti del corpo intatte. Questa la descrizione scientifica della combustione umana spontanea, un fenomeno che viene ormai studiato da anni ma di cui non si hanno ancora testimonianze dirette. Macchie solari, fulmini globulari ed elettricità statica le ipotesi degli pseudo-scienziati a caccia di una spiegazione. Teorie bel lontane dall’essere verificate, tanto più che l’unico studio ad oggi effettuato sembra dimostrare come sia possibile incenerire i corpi con l'”effetto candela“, lasciando gambe o braccia intatti, con incendi controllati.

Sono diversi i casi di corpi ritrovati bruciati apparentemente in situazione in cui nessun fuoco era nelle vicinanze. Da Mary Reeser, donna americana trovata ridotta in cenere nella sua casa in Florida, all’irlandese Michael Faherty, stesso destino nel 2010. Se il primo caso di combustione umana spontanea è stato documentato nel 1663, lo scetticismo resta alto dato che nessuno ha mai assistito direttamente all’autocombustione.

Ma quali sono le possibili cause?

Se in passato alcuni hanno attribuito le cause a macchie solari, fulmini globulari e batteri incendiari, oltre che all’elettricità statica, un recente studio del California Criminalistics Institute ha dimostrato che resti simili a quelli di Mary Reeser o Michael Faherty possono essere ottenuti anche avvolgendo un maiale in un tessuto imbevuto di benzina. Una condizione detta “effetto candela” in cui il corpo umano col grasso alimenta il tessuto come fosse lo stoppino di una candela. Confizione che fa pensare che sia più probabile che a prendere fuoco siano stati gli abiti dei malcapitati, magari per una sigaretta accesa o una qualsiasi scintilla, bruciando solo le parti del corpo coperte dal tessuto.

La combustione umana spontanea resta dunque un mistero non riproducibile in laboratorio e che divide la comunità scientifica, che non riesce a spiegare nemmeno perché questi casi di autocombustione siano stato documentati nell’uomo, ma non negli altri mammiferi.