Intruso “alieno” nel sistema solare: dopo Oumuamua arriva una cometa interstellare oltre Marte

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 15 Settembre 2019 10:18 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2019 10:48
Oumuamua cometa interstellare sistema solare

Una rappresentazione dell’oggetto interstellare Oumuamua (Foto archivio ANSA/ESO)

ROMA – Un nuovo “intruso alieno” è venuto a trovarci nel sistema solare dopo Oumuamua. Gli astronomi hanno osservato poco oltre l’orbita di Marte lo scorso 30 agosto una cometa interstellare, chiamata C/2019 Q4, che come l’oggetto misterioso osservato nell’ottbre 2017 sembra provenire da un altro sistema planetario.

La scoperta della cometa si deve a Gennady Borisov, che l’ha avvistata nell’osservatorio MARGO di Nauchnij, in Crimea. A causa del suo aspetto sfocato, gli astronomi hanno ipotizzato che possa trattarsi di una cometa interstellare dal diametro compreso tra i 2 e i 16 chilometri. Al suo passaggio ravvicinato al Sole, riscaldandosi, ha prodotto una nuvola di particelle e polvere, che fa pensare sia composto per lo più di ghiaccio.

Per individuare il tipo di oggetto celeste, dopo i primi rilevamenti si è attivato il Center for Near-Earth Object Studies della Nasa presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl), dove l’italiano Davide Farnocchia ne ha stimato la traiettoria in collaborazione con gli astronomi del Near-Earth Object Coordination Center, dell’Agenzia spaziale europea (Esa) a Frascati, e con il Minor Planet Center di Cambridge.

Farnocchia ha detto all’ANSA: “La velocità attuale della cometa è elevata, pari a circa 150.000 chilometri orari, che è ben al di sopra delle velocità tipiche degli oggetti che orbitano attorno al Sole a quella distanza. L’alta velocità indica non solo che l’oggetto probabilmente arriva dall’esterno del nostro Sistema Solare, ma anche che lo lascerà per tornare nello spazio interstellare”.

Attualmente l’oggetto cosmico si trova a 420 milioni di chilometri dal Sole e raggiungerà il punto più vicino al Sole, pari a 300 milioni di chilometri, l’8 dicembre 2019. Durante l’avvicinamento, l’intruso sarà osservabile anche con telescopi di dimensioni moderate e sarà un’occasione unica per osservarlo da vicino in modo da confermarne l’identità.

Lo scienziato italiano ha poi aggiunto: “L’oggetto raggiungerà il picco di luminosità a metà dicembre e continuerà ad essere osservabile con telescopi di dimensioni moderate fino ad aprile 2020. Successivamente sarà osservabile solo con telescopi professionali più grandi fino a ottobre 2020”. (Fonte ANSA)