Coronavirus, quanto durerà l’epidemia? Modelli matematici e dati per rispondere

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 17 Marzo 2020 14:15 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2020 20:56
Coronavirus modelli matematici previsione durata epidemia

Coronavirus modelli matematici previsione durata epidemia (Foto archivio ANSA)

ROMA – Quanto durerà l’epidemia? Quale sarà la percentuale di contagiati o di morti? Queste domande cominciano a ottenere risposte dalle analisi dei dati ad oggi disponibili e dai modelli matematici di previsione i diffusione del coronavirus Covid-19.

Lo sviluppo di modelli matematici in grado di effettuare previsioni sull’andamento dei contagi è stato presentato in un comunicato stampa dal Consiglio nazionale di ricerche (Cnr), che diffonde lo studio del ricercatore Giovanni Sebastiani condotto in collaborazione con Marco Massa dell’Imperial College di Londra.

Basandosi sui dati disponibili alle 18 del 16 marzo forniti dalla Protezione civile, Sebastiani e Massa hanno sviluppato dei modelli matematici permetteranno agli scienziati di eseguire previsioni sulle principali caratteristiche del fenomeno di diffusione dell’epidemia, come ad esempio la durata o la percentuale di infettati piuttosto che quella dei morti. 

I ricercatori hanno testato diversi tipi di modelli matematici e statistici che richiedono diversi set di dati e possono fare diverse previsioni. Il primo approccio utilizza modelli parametrici, sia di tipo geometrico che logistico, che caratterizzano tipicamente l’evoluzione delle epidemie. Inoltre, i ricercatori hanno preso in considerazione anche un modello matematico a “compartimenti”, che invece è usualmente utilizzato in epidemiologia.

Lo studio ha poi aggiunto alle “tradizionali” categorie di infettati, guariti e deceduti anche quella dei “suscettibili” all’infezione e soprattutto dei “portatori sani” asintomatici, che al momento non sono rilevabili dai dati, ma che sono presenti sul territorio. Sebastiani ha sottolineato come i dati forniti dalla Protezione civile su base regionale siano stati sufficienti a estrarre dai modelli dei parametri che permettono di effettuare previsioni sulla diffusione del coronavirus.

In particolare, i ricercatori del Cnr hanno individuato una modesta diminuzione del tasso di crescita dei contagiati in Lombardia nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano. Per quanto riguarda Pavia, invece, il tasso di contagiati non è diminuito ma il modello prevede che tra i prossimi 6 o 7 giorni avvenga una riduzione come per le altre province lombarde, anche grazie alle misure restrittive imposte dal governo nel decreto dell’11 marzo.

Per le regioni del centro Italia come Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo si ottiene un tasso di contagiati in decrescita, come per la Lombardia. Diversa la situazione al sud Italia: i dati relativi a Campania, Calabria, Sicilia e Puglia evidenziano un aumento del tasso di crescita dei contagiati, dovuto secondo i ricercatori alla fuga che l’8 marzo dal nord Italia è stata messa in atto da persone potenzialmente contagiate.

Dato che i primi sintomi si verificano a partire da un periodo tra i 2 e i 4 giorni dal contagio, le persone che si sono mosse verso il sud fino al decreto dell’11 marzo “Io resto a casa” emanato dal governo hanno potenzialmente veicolato il coronavirus, provocando quindi un trend di aumento dei casi. Nello studio dei ricercatori non appaiono però né la Basilicata, né il Molise, dato che il numero di contagiati è fortunatamente così basso da non offrire possibilità di testare i modelli. 

La stabilizzazione del numero dei contagi, che prosegue a un ritmo di oltre 2mila al giorno, potrà avvenire in un intervallo di tempo che va tra il 25 marzo e il 15 aprile. I ricercatori hanno sottolineato che al momento questa è solo una stima e che più dati si avranno nei prossimi giorni, migliori saranno i modelli e quindi più attendibili le previsioni sulla diffusione dell’epidemia.

(Fonte CNR)