Coronavirus, Tgr Leonardo 2015 e la Sars dei pipistrelli: perché non può essere il covid-19

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 25 Marzo 2020 20:37 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 20:52
Coronavirus Tgr Leonardo 2015, supervirus pipistrelli non è covid-19

Un frame del Tgr Leonardo 2015 sul coronavirus dai pipistrelli (Frame da Rai)

ROMA – Un video del Tgr Leonardo del 2015 che parla di un coronavirus della Sars ricavato dai pipistrelli, modificato e sperimentato sui topi in Cina sta scatenando il panico sui social network e nelle chat. Il servizio del tg scientifico della Rai parla infatti di un supervirus simile alla Sars creato in laboratorio che attacca i polmoni, dove sono così tante le somiglianze che in molti hanno temuto che si parlasse proprio del Sars-CoV-2 che sta provocando la pandemia di Covd-19.

In tempi di pandemia e incertezza, destabilizzati dalla quarantena e dai numeri di morti e contagiati che spaventano non solo l’Italia, è facile cadere vittime di fake news o bufale. Soprattutto in questo caso, in cui si tratta di una notizia vera del 2015, farsi domande sulle somiglianze tra il virus descritto dal servizio del Tgr Leonardo e l’attuale in circolazione è lecito. Nonostante la sospetta coincidenza, i due virus sono diversi e non collegabili.

Tgr Leonardo 2015, di cosa parla il servizio sul coronavirus?

Il video del Tgr Leonardo è andato in onda il 16 novembre 2015 e parla di un virus della Sars, quindi un coronavirus, che è stato modificato in laboratorio per fini di ricerca dagli scienziati cinesi. Non si tratta quindi di una fake news, ma di una ricerca scientifica nota alla comunità, i cui risultati furono pubblicati nel 2015 sulla rivista Nature Medicine.

Gli scienziati prelevarono un coronavirus dei pipistrelli, che non era in grado di infettare l’uomo, e lo modificarono in laboratorio in modo che potesse infettare i topi. In particolare, lo studio modificò la proteina “spike” SHC014, cioè una proteina che funziona come una punta che si aggancia alle cellule dell’ospite da infettare, affinché attaccasse le cellule dei ratti e provocasse infezioni respiratorie polmonari.

Per vedere il servizio del Tgr Leonardo 2015 clicca qui e vai al minuto 4,50.

Tgr Leonardo 2015, perché non può essere il covid-19?

Le somiglianze tra l’epidemia di covid-19, provocata dal Sars-Cov-2, e la situazione descritta dal Tgr Leonardo 2015 sono sicuramente impressionanti e possono facilmente confondere. Il servizio infatti è realistico, quasi profetico, ma il virus descritto è già noto agli scienziati ed è diverso dall’attuale Sars-Cov-2, che invece dimostra di avere un’origine del tutto naturale. Il Dna del virus che provoca la Covid-19 infatti è stato pubblicato e messo a disposizione degli scienziati e funziona diversamente da quello descritto nel video.

Anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, intervistato dall’Adnkronos salute, smentisce che siano lo stesso virus e spiega: “Il video della puntata di TgR Leonardo del 16 novembre 2015 su Rai 3, che sta circolando sui social, in effetti fa impressione, ma già all’epoca la ricerca pubblicata su ‘Nature Medicine’ fece divampare una polemica all’interno della comunità scientifica, su opportunità e rischi di questa ricerca. Ebbene, possiamo dire che quello che causa Covid-19 non è lo stesso virus dello studio del 2015, e che questo Sars-Cov-2 ha avuto un’origine naturale”.

Nel nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine a marzo 2020, si è studiato infatti il genoma del Sars-CoV-2, scoprendo che è frutto di una selezione naturale, cioè ha perfezionato il meccanismo di contagio passando da ospite a ospite. Inoltre, se il virus fosse stato creato in laboratorio partendo da quello noto della Sars-CoV, i due avrebbero avuto caratteristiche molto simili e solo minime differenze. I due virus hanno invece un genoma diverso. 

Perché il Tgr Leonardo 2015 parla di un coronavirus che attacca i polmoni?

In molti guardando il video si saranno chiesti anche perché il servizio del Tgr Leonardo 2015 parla proprio di un coronavirus che provoca infezioni polmonari, e non ad esempio infezioni ad altri organi o apparti.

Anche in questo caso, la risposta arriva proprio dalla caratteristica dei coronavirus: questi infatti rappresentano una vasta famiglia di virus che attaccano sia l’uomo che gli animali e che sono noti per provocare molte malattie che attaccano generalmente l’apparato respiratorio e a volte quello gastrointestinale. I coronavirus possono provocare semplici raffreddori oppure gravi malattie respiratorie, come la SARS (Sindrome respiratoria acuta grave) e la MERS (Sindrome respiratoria mediorientale).

In particolare, ad oggi conosciamo 7 tipi di coronavirus che infettano anche l’uomo, oltre agli aninali. I coronavirus umani più comuni sono HCoV-OC43, HCoV-HKU1 (Betacoronavirus), HCoV-229E e HCoV-NL63 (Alphacoronavirus), che provocano raffreddori e altre infezioni respiratorie. Poi ci sono quelli che conosciamo per le gravi epidemie provocate quali SARS-CoV, MERS-CoV e SARS-CoV-2. 

Il passaggio di virus patogeni che dagli animali contagino l’uomo è un fenomeno chiamato spill over, o salto di specie, ed è ampiamente conosciuto in natura. Proprio dietro a questo fenomeno si cela l’origine del virus Sars-CoV-2 che provoca l’epidemia di Covid-19, ma al momento la comunità scientifica non ha ancora identificato l’animale da cui l’uomo l’ha contratto. I pipistrelli restano tra i sospettati, ma serviranno altri studi e maggiori dati dal mondo animale per individuare con esattezza l’origine, che però resta naturale.

(Fonte Rai, Nature Medicine, Adnkronos Salute e YouTube)