Coronavirus, isolata variante meno potente. Indebolito da caldo, lockdown e mascherine?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Maggio 2020 12:41 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2020 12:41
Coronavirus, isolata a Brescia variante meno potente. Indebolito da caldo, lockdown e mascherine?

Coronavirus, isolata variante meno potente. Indebolito da caldo, lockdown e mascherine? (Foto Ansa)

ROMA – Il Coronavirus è diventato meno potente. A Brescia dicono di aver isolato una variante “più buona” del virus.

Le cause dell’indebolimento sono, secondo il presidente dei virologi italiani: caldo, effetti del lockdown e uso delle mascherine.

Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia, è anche direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili di Brescia.

Ecco cosa ha spiegato all’AdnKronos Salute: “Mentre i ceppi virali che siamo stati abituati a vedere in questi mesi, che abbiamo isolato e sequenziato, sono ‘bombe biologiche’ capaci di sterminare le cellule bersaglio in 2-3 giorni, questo per iniziare ad attaccarle ha bisogno minimo di 6 giorni”: il doppio del tempo.

La notizia sarà oggetto di pubblicazione scientifica, ma Caruso vuole anticiparla “per lanciare un messaggio di speranza. Da virologo – prevede – queste varianti virali più attenuate dovrebbero diventare il futuro della probabile evoluzione del Coronavirus”.

Caruso ha raccontato che il calo dei casi (e soprattutto di pazienti in terapia intensiva) è già un buon indice a supporto di questa ipotesi.

Una tesi che è stata però supportata da un esperimento:

“E’ successo però – racconta – che mentre ultimamente arrivano tutti questi tamponi con bassa carica virale, ce ne è capitato uno con carica molto alta e la cosa ci ha stupito”. Una sorpresa ancora più grande considerando che “questo soggetto era completamente asintomatico. Siamo dunque andati a isolarne il virus, scoprendo che in coltura era estremamente più debole dei precedenti”. Mettendolo cioè a contatto in vitro con cellule buone da aggredire, “non riusciva nemmeno a ucciderle tutte”. Anzi, anche solo “per cominciare ad attaccarle necessitava di almeno 6 giorni”, contro le “48-72 ore” sufficienti ai classici ceppi per finire tutte le cellule a disposizione”. (Fonte AdnKronos)