Covid, il contagio può avvenire per via aerea. Dipende dalla ventilazione

di Caterina Galloni
Pubblicato il 10 Ottobre 2020 8:16 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2020 18:56
Covid contagio via aerea

Covid, il contagio può avvenire per via aerea. Dipende dalla ventilazione (foto ANSA)

Il contagio COVID-19 può avvenire per via aerea, soprattutto negli spazi chiusi dove è assente un’adeguata ventilazione.

Come riportato dal Washington Post, il sito web del Centers for Disease Control e Prevention – il nostro Cts – rappresenta un riconoscimento ufficiale della prova crescente che in determinate condizioni “è possibile che il contagio da Covid-19 possa avvenire attraverso le goccioline e le particelle sospese nell’aria che si formano quando una persona infetta tossisce, starnutisce, canta, parla o respira”.

“Ci sono prove crescenti che possono rimanere sospese nell’aria ed essere respirate da altri e percorrono distanze superiori a 6 piedi (1,8 metri). Gli ambienti interni senza una buona ventilazione espongono al rischio di contagio”.

Hanno dunque un ruolo nella pandemia.

Le persone che si trovano in prossimità, anche oltre 1,8 mt, sono esposte a tutto ciò che viene espirato, grande e piccolo, e che può comportare il contagio, ha precisato uno scienziato del CDC.

“Ci sono prove che in determinate condizioni, le persone con COVID-19 sembrano averne contagiate altre che si trovavano a più di 1,8 mt di distanza”.

Secondo quanto riportato dal sito web “queste trasmissioni sono avvenute in ambienti chiusi con una ventilazione inadeguata.

“In queste circostanze gli scienziati ritengono che la quantità di goccioline e particelle infettive più piccole prodotte dalle persone con COVID-19 fosse abbastanza concentrata da poter trasmettere il virus ad altre persone.

Le persone contagiate si trovavano nello stesso spazio, nello stesso momento o subito dopo che si era allontanata la persona positiva”.

Contagio e ventilazione

In presenza di una ventilazione adeguata, le goccioline del respiro vengono diluite dall’aria esterna o eliminate dai ricambi d’aria.

Per migliorare il flusso d’aria all’interno degli edifici pubblici, esperti dello Yale School of Public Health consigliano di aprire spesso le finestre.

Gli esperti hanno affermato che il contagio da Covid avviene nei cori, negli autobus, in palestra e in altri spazi poco ventilati.

A luglio, più di 200 biologi e altri esperti hanno inviato una lettera all’OMS in cui esprimevano preoccupazione per la trasmissione aerea.

L’Organizzazione ha risposto riconoscendo le “prove emergenti” che il patogeno può diffondersi nell’aria.

Un gruppo di medici di malattie infettive ed esperti di aerosol, in una lettera pubblicata lunedì scorso sulla rivista Science, ha sottolineato con maggiore forza il potenziale della trasmissione area del virus.

“L’attenzione deve essere spostata sulla protezione contro la trasmissione aerea”.

Gli aerosol e la trasmissione aerea “sono l’unico modo per spiegare l’attuale, grande diffusione del virus, ha scritto l’autore della lettera Kimberly Prather, chimico dell’atmosfera presso l’University of California a San Diego.

Una volta riconosciuta la trasmissione aerea diventa un problema “risolvibile” attraverso un’adeguata ventilazione.

“In luoghi chiusi, quando sono presenti altre persone, indossare sempre le mascherine”.

Il distanziamento è importante ma in luogo chiuso non esiste un “distanziamento sociale sicuro”.

“Ci sono prove schiaccianti che sia un percorso importante di trasmissione del Covid” ha detto Linsey Marr, che studia gli aerosol a Virginia Tech ed è uno degli autori della lettera Science.

Ci sono stati diversi casi ben documentati in cui il coronavirus si è diffuso rapidamente e ampiamente in ambienti indoor o al chiuso.

Un ristorante a Guangzhou, Cina; su un autobus nello Zhejiang; in un call center a Seul e in un coro della chiesa a Washington.

In questo ultimo caso, un cantante ha diffuso il virus a oltre 13 mt distanza e ha infettato più di 50 persone. (Fonte: Washington Post)