Da pelle a fegato: cellule ringiovanite, riprogrammate e trapiantate nei topi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 marzo 2014 5:00 | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2014 15:37
Da pelle a fegato: cellule ringiovanite, riprogrammate e trapiantate nei topi

Da pelle a fegato: cellule ringiovanite, riprogrammate e trapiantate nei topi

ROMA – Da cellule della pelle umana a cellule del fegato funzionanti. Riprogrammate e trapiantate nei topi per rigenerare l’organo, ma senza tornare “bambine”. Questa la “scorciatoia” utilizzata dai ricercatori del Gladstone Institutes e dell’Università della California a San Francisco.

Lo studio è stato pubblicato su Nature e rappresenta un importante passo avanti per la medicina rigenerativa e apre nuove prospettive per la cura delle malattie del fegato con l’uso delle cellule dello stesso paziente. Studi precedenti avevano già provato a riprogrammare le cellule della pelle, i fibroblasti, facendole tornare staminali pluripotenti, cioè capaci di evolvere verso ogni tipo di tessuto adulto, per poi farle trasformare in cellule del fegato.

Sheng Ding, docente di chimica farmaceutica all’università californiana, ha spiegato:

“Queste cellule chiamate ‘staminali pluripotenti indotte’, una volta differenziate in cellule epatiche, non riuscivano sempre a completare la loro trasformazione. Così abbiamo pensato che potevamo riprogrammarle riportandole ad uno stadio di sviluppo intermedio invece che tornare fino alla condizione di staminali pluripotenti”.

Grazie a questa ‘scorciatoia’, le cellule della pelle sono state ringiovanite fino a diventare cellule dell’endoderma, quello strato di cellule dell’embrione che dà origine a tutti gli organi interni, fegato compreso. Queste cellule ringiovanite, e non bambine, sono state quindi indotte a differenziarsi in cellule del fegato, per essere poi trapiantate in topi malati di insufficienza epatica.

Due mesi dopo l’innesto, le cellule avevano completato la loro trasformazione ed erano funzionanti. Nove mesi più tardi, erano ancora in grado di crescere e moltiplicarsi, segno che la ‘ricetta’ dei ricercatori californiani contiene tutti gli ingredienti giusti per rigenerare il fegato.