Dna, scoperta la nuova forma: non è la doppia elica, ma quella con i-motif

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 aprile 2018 5:00 | Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2018 19:49
Dna, scoperta la nuova forma: non è la doppia elica, ma quella con i-motif

Dna, scoperta la nuova forma: non è la doppia elica, ma quella con i-motif

SYDNEY – Il DNA ha una forma misteriosa e diversa dalla famosa doppia elica intrecciata che contiene diversi scalini. Alcuni scienziati della Garvan Institute of Medical Research di Sydney hanno scoperto che in molti casi il DNA può assumere una forma misteriosa e completamente differente, contraddistinta dai cosiddetti i-motif: “Nella struttura coi nodi, le lettere C appartenenti ad una stessa fila dell’elica si legano fra loro, così questa forma è molto diversa da una doppia elica, dove le lettere sulle file opposte si riconoscono e dove le C si legano con le G”.

“La maggior parte delle persone pensa al DNA composto da due filamenti a forma di elica”, ha affermato Daniel Christ coautore della ricerca e aggiunge che lo studio “ci ricorda che esistono strutture del DNA completamente diverse e potrebbero essere importanti per le cellule”, ha spiegato il professor Daniel Christ al Daily Mail.

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Il DNA, infatti, è composto da due filamenti a forma di elica, uniti l’uno all’altro dalle cosiddette basi azotate, i cui nomi sono adenina (A), citosina (C), guanina (G) e timina (T): 4 basi che costituiscono l’alfabeto con cui è scritto il libro del DNA. La struttura della doppia elica deriva dal legame di adenina con il legame di timina e citosina con la guanina.

Per rilevare i nuovi i-motif all’interno delle cellule, i ricercatori hanno sviluppato un nuovo strumento: grazie all’uso di potenti microscopi, sono riusciti a evidenziare con maggior facilità gli i-motif e hanno dimostrato per la prima volta che gli anticorpi si agganciano solo sugli i-motif e non sulle altre forme di DNA, come la doppia elica.

Durante l’esperimento, gli anticorpi sono stati prima marcati grazie a una tintura fluorescente e poi iniettati nelle cellule umane in vitro. Gli i-motif si potevano rilevare  nelle cellule viventi e le luci fluorescenti si accendevano e spegnevano, il che significa che gli i-motif si piegavano e spiegavano all’occorrenza. Gli i-motif, infatti, si piegavano velocemente durante un particolare momento della trascrizione, ovvero quando i geni vengono tradotti in proteine. Quando il DNA si spiega, ovvero riprende la sua forma che tutti conosciamo, gli i-motif spariscono. Ciò significa solo una cosa: gli i-motif svolgono un ruolo chiave nella trascrizione.

Un altro aspetto emerso nel corso della ricerca è che gli i-motif si potevano rilevare facilmente nelle cellule viventi e che le luci fluorescenti indotte si accendevano e spegnevano, il che significa che gli i-motif si piegavano e spiegavano all’occorrenza. Gli i-motif, infatti, si piegavano velocemente durante un particolare momento della trascrizione, ovvero quando i geni vengono tradotti in proteine. Quando il DNA si spiega, ovvero riprende la sua forma che tutti conosciamo, gli i-motif spariscono e ciò ha un solo significato: gli i-motif svolgono un ruolo chiave nella trascrizione. I ricercatori sperano che questa scoperta sia utile a capire a cosa davvero serve questa nuova forma di DNA e se avrà un impatto sulla comprensione della salute e delle malattie.