Inghilterra e USA: dubbi sulla sicurezza dei telefoni cinesi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 agosto 2018 17:11 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2018 17:11
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Da sinistra, il direttore dell’Fbi, Christopher Wray, con (al centro) il direttore della Cia, Mike Pompeo (AFP)

Washington – Gli smartphone cinesi sono una minaccia per la nostra privacy? Durante un’udienza al Senato americano, a inizio anno, alcuni esponenti dell’intelligence hanno consigliato di boicottare i dispositivi Zte e Huawei. Il motivo? Potrebbero essere “controllati” dal governo cinese. In effetti gran parte delle quote societarie dei due colossi hi-tech è in mano al regime cinese.

Un progetto di legge presentato lo scorso marzo da un deputato statunitense, Mike Conaway, se approvato, vieterebbe alle agenzie governativedi acquistare dispositivi e servizi di telecomunicazione delle due aziende cinesi, in modo da evitare il rischio di spionaggio.

A gennaio, invece, è stato l’operatore telefonico americano AT&T a tagliare i ponti con Huawei, negando la distribuzione dei suoi smartphone negli USA. Anche in questo caso a “convincere” AT&T a non firmare l’accordo, secondo quanto riportato dalle principali testate internazionali, sarebbero intervenuti alcuni membri del Senato e del Committee on Intelligence del Congresso Usa, che avevano inviato una lettera alla Federal Communications Commission sottolineando i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dai piani di espansione di Huawei. A preoccupare è sempre la sicurezza dei device Huawei che già nel 2012 era stato oggetto di indagini delle autorità statunitensi per verificare se le sue infrastrutture per le reti avrebbero potuto essere sfruttate per lo spionaggio da parte del governo Cinese.

A giugno, poi, il Comitato nazionale democratico (Democratic National Committee, Dnc), l’organo di autogoverno dei democratici Usa, ha avvisato i candidati di partito che correranno alle elezioni di medio termine previste per novembre di non utilizzare apparecchi realizzati da Huawei e Zte.

Dopo i vari “avvertimenti” statunitensi anche altri paesi, Canada, Corea del Sud e Australia, hanno mostrato dubbi su Huawei. Anche l’Inghilterra si è detta preoccupata per le reti Huawei. Nel 2010, il colosso cinese ha fondato in Inghilterra il Cyber Security Evaluation Centre che, assieme a organi nazionali, analizza le problematiche e i rischi di sicurezza del network della compagnia. Lo stesso centro ha spiegato di poter dare solo una garanzia limitata sul fatto che le installazioni di Huawei nel Regno Unito siano effettivamente protette da eventuali occhi intrusi. Gli esperti del National Cyber Security Centre inglese hanno individuato almeno quattro prodotti carenti dal punto di vista della sicurezza.

L’azienda cinese, dal canto suo, ha dichiarato di operare in modo indipendente da Pechino e che i timori di un utilizzo delle tecnologie per spiare per il governo cinese sono infondati.