Duke Libraries, come in Harry Potter la tecnica che rende visibili i testi in decomposizione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 giugno 2018 6:54 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018 22:57
Duke Libraries, come in Harry Potter la tecnica che rende visibili i testi in decomposizione

Duke Libraries, come in Harry Potter la tecnica che rende visibili i testi in decomposizione

LONDRA – Nel mondo di Harry Potter basta dire “fatto il misfatto” [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], toccare con la bacchetta magica il foglio di pergamena ed ecco che si trasforma nella Mappa del Malandrino che rappresenta tutta Hogwarts, compresi i passaggi segreti che conducono a Hogsmeade e informazioni su come aprirli.
E’ un po’ quel che accade con una tecnica di imaging, presso Duke Libraries, che può rendere nuovamente visibili i testi in decomposizione.

La multispecteral imaging (MSI) acquisisce immagini con diversi colori delle luci, e sono in grado di rivelare dettagli invisibili all’occhio umano o a una fotocamera ad alta risoluzione standard.
La Duke Libraries utilizza la MSI da novembre 2016 e la considera preziosa per storici e archivisti.
Funziona scattando foto di oggetti sotto i singoli colori della luce che attraversano lo spettro, oltre ad alcuni che l’occhio umano non è in grado di rilevare, come le luci a infrarossi ultraviolette.
“Sotto la luce bianca o a spettro completo, si vedono tutte le lunghezze d’onda che si riflettono da un oggetto mentre la MSI isola la risposta dell’oggetto da un singolo colore alla volta” ha spiegato Mike Adamo, specialista di digitalizzazione presso Duke Libraries.
“Gli algoritmi cercano quindi le differenze tra le singole immagini e le combinano, estraendo dettagli che sotto la luce bianca possono essere impercettibili”.
Il team ha portato alla luce alcuni dettagli di una rara copia della Storia naturale di Plinio risalente al Rinascimento, che attualmente fa parte delle collezioni della Rubenstein Rare Book & Manuscript Library.
“Sono emerse bellissime lettere iniziali e frontespizi dipinti, annotazioni scritte a mano sulle pagine, qualcuno ha compilato un indice nella parte posteriore del libro”, ha detto Andrew Armacost, responsabile dello sviluppo della collezione e curatore delle collezioni presso la Biblioteca Rubenstein.
Armacost ritiene che uno stemma macchiato sul retro della copertina possa aiutare a risolvere il mistero di chi scrisse quelle note.
MSI ha rivelato l’immagine di due leoni accanto alla torre di un castello e Armacost spera che attraverso lo stemma si possa risalire agli autori.
In un altro esperimento, il team ha utilizzato la MSI per leggere i report di polizia su un rapimento di 2000 anni fa in un piccolo villaggio egiziano.
“Abbiamo diversi report di polizia archiviati in varie fasi del processo e volevamo sapere cosa avvessero scritto”, ha affermato Josh Sosin, direttore del Duke Collaboratory of Computing of Classics Computing of Classical Studies.
“La storia antica è spesso un lavoro investigativo, in cui cerchi di recuperare una piccola quantità di informazioni nella speranza facciano da ponte a qualche ulteriore passo avanti, che aprirà le porte a tre altri minuscoli passi”, ha detto Sosin.
“E stando attenti a ciò, tenendo traccia di tutto, si può arrivare a creare un’immagine ricca e completa”.

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