Ebrei, palestinesi, siriani e libanesi condividono… lo stesso patrimonio genetico

di Caterina Galloni
Pubblicato il 2 Giugno 2020 6:30 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 17:40
Patrimonio genetico, Ansa

Ebrei, palestinesi, siriani e libanesi condividono… lo stesso patrimonio genetico (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Gli ebrei condividono lo stesso patrimonio genetico di palestinesi, siriani e libanesi. Sono davvero fratelli. Condividono tutti una comune discendenza genetica che risale a migliaia di anni fa.

E’ quanto emerge da uno studio condotto dal New York University Medical Center e dalla School Of Medicine, pubblicato su Proceedings of National Academy of Sciences e su Sciencedaily.com.

“Gli ebrei e gli arabi sono tutti figli di Abramo. E tutti hanno conservato le radici genetiche mediorientali per oltre 4.000 anni”. Ad affermarlo è Harry Ostrer, direttore del programma di genetica umana presso la School of Medicine della New York University, autore del nuovo studio eseguito da un team internazionale di ricercatori negli Stati Uniti, in Europa e Israele.

Secondo la Bibbia e la tradizione, gli ebrei sono discendenti di Abramo attraverso la moglie Sara.

Gli arabi discendono da Agar, la giovane schiava egiziana di Sara. Sara, ormai molto avanti negli anni e incapace di figliare, pensò di compensare la sua sterilità mandando nella tenda e nel letto di Abramo.

Nacque Ismaele. Orgogliosa e superba, Agar era ormai padrona. Ma quando Dio mantenne la promessa e rese padre Abramo, all’età di 100 anni, Sara, che ne aveva 90, capovolse i rapporti e ordinò al marito di allontanare Agar e il figlio. Abramo obbedì, abbandonando Agar e Ismaele nel deserto con una scorta di pane e acqua. Esaurito il cibo, i due stavano per morire di fame e sete.

Ma Dio ci mise una pezza, li salvò dicendo di Ismaele: “Ne farò una grande nazione”. Gli arabi, appunto.

I ricercatori hanno analizzato il cromosoma Y, che solitamente viene trasmesso immutato da padre in figlio, di oltre 1.000 uomini in tutto il mondo.

Nel corso della storia umana, si sono verificate alterazioni nella sequenza di basi chimiche che compongono il DNA in questo cromosoma maschile, lasciando delle varianti che possono essere individuate con le moderne tecniche genetiche.

Le popolazioni collegate presentano le stesse varianti. In questo modo, gli scienziati sono stati in grado di rintracciare i discendenti di grandi popolazioni e determinare i loro antenati comuni. Il cromosoma Y è stato analizzato in 1.371 uomini di 29 popolazioni di tutto il mondo, inclusi ebrei e non ebrei del Medio Oriente, Nord Africa, Africa sub-sahariana ed Europa.

Lo studio ha scoperto che gli ebrei condividevano una serie comune di firme genetiche con i non ebrei del Medio Oriente, tra cui palestinesi, siriani e libanesi. Firme genetiche che, al di fuori di quest’area, differivano significativamente da uomini non ebrei.

Di conseguenza, ebrei e arabi condividono un antenato in comune e sono più strettamente legati gli uni agli altri che ai non ebrei di altre aree del mondo.

Lo studio ha inoltre rivelato che nonostante la complessa storia della migrazione ebraica nella Diaspora (dal 556 a.C. in cui gli ebrei emigrarono dalla Palestina), generalmente le comunità ebraiche non si sono mescolate con le popolazioni non ebree.

Se lo avessero fatto, gli uomini ebrei di diverse regioni del mondo non avrebbero condiviso le stesse firme genetiche nel cromosoma Y.

“Poiché l’antica legge ebraica afferma che l’appartenenza religiosa ebraica è legata alla madre, lo studio ha offerto l’opportunità di valutare il contributo di uomini non ebrei all’attuale diversità genetica ebraica”, afferma Michael Hammer, Ph.D., dell’Università di Arizona, Tucson, autore principale del nuovo studio. “È stato sorprendente vedere quanto fosse significativo il segnale genetico mediorientale negli uomini ebrei di diverse comunità della diaspora”. (Fonte: sciencedaily.com).