Etna eruzione, allarme Ingv: altre bocche si possono aprire più in basso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 dicembre 2018 18:38 | Ultimo aggiornamento: 26 dicembre 2018 18:38
Etna eruzione 26 dicembre, allarme Ingv: altre bocche si possono aprire più in basso

Etna eruzione, allarme Ingv: altre bocche si possono aprire più in basso (foto Ansa)

CATANIA – Le brutte notizie per gli abitanti della zona di Catania potrebbero non essere finite, dopo il terremoto che all’alba del 26 dicembre ha colpito l’area attorno all’Etna. “Non si può escludere un’apertura di bocche a quote minori da dove si sono aperte adesso, in particolare modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove. Se ci riuscirà, non lo sappiamo. Stiamo potenziando i sistemi di rilevamento sismici e Gps della deformazione del suolo in quella zona”. Lo ha affermato il direttore dell’Ingv di Catania, Eugenio Privitera, sul terremoto di magnitudo 4.8 della notte scorsa.

“La forte sismicità – ha aggiunto – non ci lascia tranquilli. Vediamo come evolverà. Il terremoto è un evento singolo. La situazione ricorda quella dell’ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea: è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove è pericolosa”.

“Non ci sono relazioni tra l’Etna e lo Stromboli perché appartengono a due contesti geodinamici diversi e hanno sistemi di alimentazioni separate. Siccome sono due vulcani molto attivi è alta la probabilità di una fase eruttiva nello stesso tempo, ma è puramente casuale. E inoltre, in questo momento, non è in eruzione, ma è soltanto cambiato il livello di allerta”, ha aggiunto Privitera.