FaceApp, gli esperti: “Attenti alla versione fake. Ecco come difendersi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Luglio 2019 16:18 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2019 16:18
FaceApp

L’applicazione FaceApp (foto Ansa)

ROMA – Attenti alla versione fake di FaceApp. Alcuni ricercatori di Kaspersky, azienda specializzata nella sicurezza informatica, segnalano che è stata creata una versione fake di FaceApp, l’applicazione che ci mostra come saremo da vecchi e che in questi giorni sta letteralmente spopolando.

La versione fake, avvertono i ricercatori, è in grado di infettare i dispositivi mobili su cui viene scaricata inondando gli utenti di pubblicità.

“Una volta che l’applicazione viene scaricata da fonti non ufficiali e installata – spiegano i ricercatori – simula un guasto e questa è successivamente rimossa. In seguito, un modulo malevolo dell’applicazione rimane nascosto nel dispositivo dell’utente, facendo visualizzare annunci pubblicitari”.

La versione finta di FaceApp infetta i dispositivi delle vittime con un ‘adware’ (virus progettato per lanciare messaggi pubblicitari sul display) denominato MobiDash.

Secondo i dati di Kaspersky, circa 500 utenti unici hanno riscontrato questo problema negli ultimi due giorni, mentre la prima rilevazione del modulo adware è datata 7 luglio. Sono stati identificate quasi 800 diverse modifiche ai moduli.

“Le persone dietro MobiDash spesso nascondono i propri moduli adware dietro ad applicazioni e servizi noti. Ciò vuol dire che le attività delle versioni fake di FaceApp potrebbero intensificarsi, considerando che hanno colpito centinaia di utenti in due soli giorni. Raccomandiamo agli utenti di non scaricare applicazioni da fonti non ufficiali e di installare soluzioni di sicurezza sui propri dispositivi per evitare qualsiasi danno”, commenta Igor Golovin, Security Researcher di Kaspersy.

FaceApp, i rischi per la privacy.

FaceApp ha raggiunto la ribalta negli ultimi giorni, sfondando gli 80 milioni di download. Ma come molti hanno osservato, costituisce anche un problema per la privacy, dal momento che le condizioni d’utilizzo sono estremamente vaghe e non conformi al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati.

Prime a schierarsi sono state le organizzazioni di categoria, parte della galassia di entità che proteggono il web e i suoi utenti. Tra queste anche Privacy International, che ha pubblicato sul proprio sito un’analisi della licenza d’uso di FaceApp, evidenziando che l’utente garantirebbe “una licenza perpetua, irrevocabile, non esclusiva, royalty-free, globale, interamente pagata, trasferibile e sub-licenziabile” delle immagini caricate sull’app. In parole povere, la Wireless Lab OOO, che sviluppa il sistema, avrebbe diritti pressoché illimitati sulle informazioni caricate dagli utenti. Tuttavia, alle polemiche ha risposto lo stesso amministratore delegato dell’azienda, Yaroslav Goncharov, che in un’intervista al Washington Post ha chiarito che l’unico materiale raccolto da FaceApp è quello che l’utente sceglie di caricare e che “la gran parte” delle immagini vengono cancellate dal server entro 48 ore.

Fonte: Ansa, Agi.