Fisica, realizzato il primo chip ottico: un passo verso i computer “quantistici”

Pubblicato il 16 settembre 2010 20:39 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2010 21:58

E’ stato realizzato il primo chip ottico, un importante passo verso i futuri computer quantistici, potenti, velocissimi e capaci di compiere operazioni impossibili per i computer attuali.

Il risultato, pubblicato su Science, si deve al gruppo internazionale guidato dall’italiano Alberto Peruzzo, del Centro di Fotonica Quantistica dell’università britannica di Bristol. Il chip è stato realizzato utilizzando il tradizionale silicio, ma anziché le unità di informazione tradizionali (i bit) utilizza le particelle di informazione quantistiche (i qubit).

La differenza è rivoluzionaria: mentre i classici bit possono codificare un solo valore alla volta (1 o 0), un qubit può assumere diversi valori contemporaneamente e di conseguenza può memorizzare molti più dati e molto più velocemente, tanto da poter compiere calcoli estremamente complessi.

Secondo il direttore del Centro di Fotonica Quantistica, Jeremy O’Brien, l’arrivo del nuovo chip potrebbe più che dimezzare i tempi di attesa del computer quantistico: ”E’ opinione comune – ha detto – che il computer quantistico non diventerà realtà almeno per i prossimi 25 anni. Ciononostante, crediamo che, grazie alla nostra nuova tecnica, un computer quantistico potrebbe, in meno di 10 anni, essere usato per risolvere dei calcoli che vanno oltre le capacità dei computer convenzionali”.

Il chip è stato costruito utilizzando due particelle di luce identiche (fotoni) che si muovono attraverso una rete di circuiti realizzata su un chip di silicio: un’operazione che i ricercatori chiamano ”passeggiata quantistica”. In passato ”passeggiate” del genere sono avvenute con un singolo fotone e comunque continuavano ad obbedire alle regole della fisica classica. Far ”passeggiare” due fotoni significa invece entrare nel regno della fisica quantistica aprendo una nuova strada le cui possibili implicazioni possono essere enormi.