Forse anche il nostro cervello è abitato da una colonia di batteri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 novembre 2018 7:11 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2018 22:07
batteri cervello

Forse anche il nostro cervello è abitato da una colonia di batteri

ROMA – Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, più di 150 anni fa sosteneva che “l’uomo è ciò che mangia” ma forse non aveva realizzato quanto ciò fosse vero. 

Gli scienziati hanno scoperto la prima prova della presenza di batteri nel cervello umano e ipotizzano che viaggino lungo i vasi sanguigni, per poi trovare casa negli assoni e nella barriera emato-encefalica. 

La scoperta, fatta per caso dopo aver esaminato il cervello di persone decedute, è stata definita “strabiliante” e “rivoluzionaria”, scrive il Daily Mail.

Lo studio inizialmente riguardava il confronto tra il cervello di persone sane e di chi era affetto da schizofrenia e individuarne le differenze. 

Se confermati in ulteriori studi, i risultati potrebbero aprire la strada a un nuovo percorso, capire come i batteri possono influenzare il cervello umano.

È noto che i batteri presenti nell’intestino influenzano la salute del corpo, controllano il peso, il rischio di malattie e inoltre il collegamento ad ansia e depressione.

Una ricerca pubblicata dalla Harvard Medical School ha definito l’intestino come un “secondo cervello” poiché incide sull’umore. 

Ma potrebbe essere che lo stesso batterio sia presente sia nell’intestino che nel cervello. 

Rosalinda Roberts, a capo del team di scienziati, ha esaminato campioni di materia cerebrale proveniente da 34 individui deceduti, la metà dei quali aveva sofferto di schizofrenia. Le analisi hanno rivelato che tutti i tessuti contenevano quantità variabili di batteri a forma di bastoncello: la maggiore densità di microbi è stata registrata nella substantia nigra (formazione del mesencefalo caratterizzata dalla presenza di cellule nervose pigmentate),nell’ippocampo e nella corteccia prefrontale.

La presenza di batteri potrebbe dipendere da una contaminazione post mortem, ma gli autori sostengono che la distribuzione delle colonie batteriche all’interno dei tessuti cerebrali sembra suggerire che non si tratti di un fatto accidentale. Hanno ripetuto il protocollo su un gruppo di topi vivi, rilevando anche nei roditori la presenza di batteri nel cervello. 

I risultati dello studio sono stati presentati a San Diego nel corso del meeting Neuroscience 2018.