Gliese 3470 b, il pianeta scoperto da Hubble e Spitzer ha un’atmosfera gassosa come la Terra

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 5 Luglio 2019 14:17 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2019 14:18
Gliese 3470 b, pianeta con atmosfera come la Terra

Gliese 3470 b, il pianeta scoperto da Hubble e Spitzer ha un’atmosfera gassosa come la Terra

ROMA – Un pianeta delle dimensioni a metà tra la nostra Terra e Nettuno è stato scoperto dai telescopi Hubble e Spitzer della NASA. Il suo nome è Gliese 3470 b, anche noto come GJ 3470 b, e ad attirare l’attenzione degli astronomi è la presenza di un’atmosfera gassosa simile a quella terrestre.

Si tratta di un pianeta con caratteristiche diverse da ogni altro nel nostro sistema solare, ma questo tipo di corpi celesti sono già stati osservati in altri sistemi stellare. Sono molti infatti i mondi di questo tipo scoperti dalla missione Kepler della NASA, che si è conclusa nel 2018.

Il pianeta è stato individuato dai dati raccolti dai due telescopi spaziali della NASA,  che sono stati analizzati dagli scienziati e ne hanno trovato “l’impronta chimica”. Il corpo celeste avrebbe un nucleo roccioso, avvolto in una atmosfera densa composta da idrogeno ed elio. Secondo le stime dei ricercatori, ha una massa pari a 12.6 masse terrestri. Le sue dimensioni quindi sono intermedie tra la Terra e Nettuno, che invece ha una massa pari a otre 17 masse terrestri.

L’eredità della missione Kepler ha portato a individuare molti mondi nella nostra galassia la cui massa, nell’80% dei casi, si trova proprio in questo intervallo di dimensioni. Il passo in più che rende questo oggetto interessante è il fatto che siano riusciti a individuarne la chimica, che permette di avere importanti informazioni sulla natura e l’origine del corpo celeste.

Björn Benneke, ricercatore della University of Montreal in Canada, ha spiegato sul sito della NASA: “Si tratta di una grande scoperta dalla prospettiva della formazione planetaria. Il pianeta orbita molto vicino alla sua stella ed è molto meno massiccio di Giova (che ha una massa paria  circa 318 masse terrestri), ma è riuscito a conquistare una primordiale atmosfera fatta di idrogeno ed elio che è in gran parte “non inquinata” da elementi più pesanti. Non abbiamo nulla di simile nel nostro sistema solare e questo è ciò che lo rende sorprendente”.

In particolare, gli scienziati hanno misurato le linee di assorbimento della luce solare al passaggio del pianeta, utilizzando cioè il metodo del transito, e la perdita di luce riflessa dal pianeta al passaggio dietro la stella, cioè l’eclissi. Combinando le osservazioni di 12 transiti e 20 eclissi, i ricercatori hanno ottenuto la composizione chimica dell’atmosfera del pianeta.

Benneke ha spiegato: “Per la prima volta abbiamo una analisi spettroscopica di un mondo come questo”. Ma resta un dubbio sulla classificazione, dato che gli scienziati non sono certi di poterlo definire una “super Terra” oppure un “sub-Nettuno”, a meno che il corpo celeste non sia classificabile come altro.

L’astronomo ha spiegato: “Ci aspettavamo un’atmosfera particolarmente ricca di elementi pesanti, come ossigeno e carbonio, che formano abbondante vapore d’acqua e gas metano, simile a quello che abbiamo osservato su Nettuno. Invece, abbiamo trovato un’atmosfera povera di questi elementi, la cui composizione di idrogeno ed elio ricorda più quella del Sole”.

La spiegazione più plausibile, secondo gli astronomi, è che il pianeta sia nato vicino alla sua stella, una nana rossa, che ha una massa pari a metà di quella del Sole. Benneke e colleghi hanno ipotizzato che il corpo celeste abbia iniziato la sua vita come mondo roccioso senza acqua. per poi prendere idrogeno dal disco protoplanetario, un primordiale disco di gas e polveri in cui era immerso.  

Questo tipo di oggetti, secondo gli astronomi, tendono a diventare dei “gioviani caldi”, ma in questo caso qualcosa è andato storto. La scoperta del pianeta permetterà di comprendere al meglio la formazione planetaria e l’evoluzione di questi corpi celesti. Per poter raccogliere nuovi e importanti dati, sarà necessario attendere l’entrata in funzione del James Webb Space Telescope della NASA, che porterà nuovi strumenti a indagare lo spazio. (Fonte NASA)