Hayabusa 2, la sonda giapponese, atterra sull’asteroide Ryugu: touchdown riuscito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2019 14:09 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2019 14:09
Hayabusa 2, la sonda giapponese, atterra sull'asteroide Ryugu: touchdown riuscito

Hayabusa 2, la sonda giapponese, atterra sull’asteroide Ryugu: touchdown riuscito

ROMA – Missione compiuta per la sonda giapponese Hayabusa-2: alle 00.42 italiane ha raggiunto il suo asteroide Ryugu, che si trova a 340 milioni di chilometri dalla Terra, per prelevarne dei campioni. Si è posata brevemente sul suolo, giusto il tempo di ‘sparare’ un piccolo ‘proiettile’ per sollevarne dei frammenti e raccoglierli, e poi tornare a seguirlo a distanza. Lo conferma l’Agenzia spaziale giapponese Jaxa.

“Abbiamo fatto il touchdown ideale nelle migliori condizioni”, ha commentato soddisfatto Yuichi Tsuda, responsabile di Hayabusa-2. Con questo prelievo, il primo dei tre tentativi di atterraggio programmati della missione, sarà possibile fare nuove scoperte importanti sugli elementi che dallo spazio hanno aiutato la vita a iniziare sulla Terra.

Si pensa che l’asteroide Ryugu contenga infatti parecchia materia organica e acqua vecchie 4,6 miliardi di anni, quando cioè il Sistema solare era appena nato. Visto che le comunicazioni con la sonda vanno via in alcuni momenti, perché le sue antenne non sono sempre rivolte verso la Terra, potrebbero volerci alcuni giorni per confermare che il ‘colpo’ sia stato effettivamente sparato. La missione di Hayabusa-2 parla anche italiano.

A guidare la sonda verso Ryugu, e poi nel suo viaggio di ritorno verso la Terra, c’è infatti la bussola stellare, il sensore Star Tracker, prodotto da Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze), capace di calcolare in ogni istante (dieci volte in un secondo) l’orientamento della sonda. E’ lo stesso sensore usato in molte missioni spaziali americane ed europee, che è a bordo anche di Osiris-Rex, missione Nasa con l’obiettivo di riportare sulla Terra campioni di asteroide, e che guiderà a breve Prisma, la missione italiana in partenza a marzo, che permetterà di osservare la Terra come mai fatto prima.