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IgNobel 2017, vince improbabile ricerca italiana sui gemelli: non tutti si riconoscono…

IgNobel 2017, vince improbabile ricerca italiana sui gemelli: non tutti si riconoscono...

IgNobel 2017, vince improbabile ricerca italiana sui gemelli: non tutti si riconoscono…

ROMA – Cosa accade quando due gemelli monozigoti si guardano allo specchio? Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto che i gemelli hanno maggiori difficoltà a distinguersi, entrando così nel dettaglio dei meccanismi di riconoscimento del proprio volto. Una ricerca che si è aggiudicata l’IgNobel 2017, il riconoscimento per le ricerche più improbabili del mondo e che riescono a strappare anche un sorriso.

Il premio IgNobel 2017 è stato così consegnato a Ilaria Bufalari e Matteo Martini, ricercatori del laboratorio di Neuroscienze Sociali della Fondazione Santa Lucia IRCCS guidato da Salvatore Maria Aglioti, e condotto in collaborazione con l’università Sapienza di Roma. Alla cerimonia, che si è tenuta la sera del 14 settembre nel Sanders Theater dell’università di Harvard, presenti anche i premi Nobel “originali”, che hanno il compito di consegnare il riconoscimento internazionale giunto alla sua 27° edizione.

Per arrivare sul podio il gruppo italiano ha incontrato l’approvazione di una giuria che ha analizzato oltre 10.000 candidature. La coppia italiana presenterà i risultati dello studio durante una “Informal Lecture” al Massachusetts Institute of Technology (MIT). La Bufalari, parlando della vittoria, ha raccontato:

“Quando ci hanno comunicato dagli Stati Uniti che avevamo vinto abbiamo subito pensato a uno scherzo, anche perché di nostra iniziativa non ci eravamo candidati. Ci piace lo spirito di questo premio. Ci ricorda, con la forza di chi sa fare autoironia, quanto sia importante nella ricerca pensare talvolta anche in modo apparentemente banale, esporsi perfino al rischio di essere derisi, se siamo convinti che serva a progredire nella nostra conoscenza delle cose”.

Il team di ricercatori, che comprende anche la dottoressa Antonia Stazi, Direttrice del Registro Gemelli dell’Istituto Superiore di Sanità, ha confrontato i meccanismi di riconoscimento del proprio volto in gemelli monozigoti rispetto alla maggior parte di tutti noi, che non condividiamo il destino di avere al mondo un’altra persona dall’aspetto identico.

I risultati hanno confermato che i gemelli presentano maggiori difficoltà a distinguersi, ma hanno anche aperto ipotesi su strategie di compensazione che attuano mediante la cosiddetta “congruenza multisensoriale” e altre dinamiche legate alla formazione dell’identità corporea e della consapevolezza di sé.

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