Il sole bacia i belli? No, gli intelligenti. Secondo uno studio americano la luce condiziona le funzioni cognitive

Pubblicato il 28 Luglio 2009 19:03 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2009 19:42

MI280604SK0010

Che la luce del sole facesse bene all’umore era cosa nota, ma adesso la scienza si spinge oltre e ci dice che il sole illumina, dunque stimola,  l’intelligenza. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Health, basato su dati satellitari NASA e ne dà notizia l’Ansa.

Secondo l’Università di Roma, tuttavia, sarebbe più corretto dire che l’essere poco esposti alla luce solare, succhia via risorse cognitive alle persone depresse.

Nei paesi nordici, dove ci sono inverni con pochissime ore di luce, vi è un’illuminazione stradale più forte e si consiglia la “luce-terapia”. È anche noto che il sole influenza neurotrasmettitori importanti come la serotonina (il ‘messaggero del buon umore’), la stessa che viene stimolata quando si mangia del cioccolato. Ma come può davvero la luce del sole condizionare l’intelligenza? E come?

A spiegarlo è appunto lo studio diretto da Shia Kent dell’Università di Alabama a Birmingham che ha coinvolto 14.474 persone. Gli esperti hanno incrociato i dati NASA sul sole e le performance cognitive dei volontari e individuato una chiara associazione tra perdita di funzioni cognitive e scarsa esposizione al sole, ma solamente tra le persone che presentano un disturbo depressivo.

Secondo Alberto Oliverio, docente di psicobiologia dell’Università La Sapienza di Roma, non esiste una vera e propria correlazione con le funzioni cognitive. «Non credo ci sia un collegamento diretto tra l’esposizione alla luce solare e le funzioni cognitive di un individuo – spiega il professore –  è più probabile che questa associazione tra luce e funzioni cognitive sia effetto delle conseguenze della luce stessa sull’umore; infatti le persone che tendono ad avere un umore o un’impostazione d’animo negativi spesso hanno anche più difficoltà a concentrarsi, ad essere attenti, ad apprendere e memorizzare».

La luce diurna e il bel tempo influiscono positivamente sull’umore, infatti alcune persone possono soffrire di Disturbo Affettivo Stagionale (SAD), una sindrome depressiva a ricorrenza invernale caratterizzata, oltre che da sintomi come umore depresso, irritabilità ed anedonia (mancanza di emozioni, isolamento e apatia), eccessivo sonno e peggioramento dei sintomi nelle ore serali.

«Non vedo però un collegamento diretto tra luce solare e funzioni cognitive – conclude Oliverio – semplicemente la luce condiziona l’umore, quello delle persone che soffrono di disturbi depressivi in particolare e queste di per sé hanno difficoltà di attenzione e apprendimento». È quindi probabile che la luce, giocando un ruolo chiave nel buon umore, influenzi di rimando anche le attività cognitive ma che questo abbia un impatto visibile solo su chi già ha un umore ‘debilitato’ e più vulnerabile in quanto soffre di depressione.