Usa. Innovazioni tecnologiche salvavita restano non sfruttate nei laboratori

Pubblicato il 20 settembre 2013 15:41 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 15:41
Laboratorio scientifico

Laboratorio scientifico

NEW YORK, STATI UNITI – Troppe innovazioni tecnologiche potenzialmente salvavita, da dispositivi medici avanzati ai biomateriali, restano non sfruttate nei laboratori a causa della mancanza di partner industriali per il loro sviluppo. E’ uno dei problemi evidenziati dallo ‘State of the World’s Science 2013’, pubblicato da Nature e Scientific American.

”La ricerca traslazionale è ben sviluppata nella biomedicina – scrive Hans Zappe dell’università tedesca di Friburgo in uno degli articoli del rapporto – ma è ancora un problema in fisica, chimica e nelle scienze biologiche, oltre che nell’ingegneria, e ci può essere un mare tra un ottimo articolo su Nature e la sua realizzazione da parte di un’azienda. Ad esempio alcuni strumenti ottici miniaturizzati per i dispositivi medici non sono ancora in fase di sviluppo a cinque anni dalla loro realizzazione in laboratorio”.

Come esempio l’esperto cita l’andamento delle richieste di brevetto negli Usa negli ultimi 20 anni. Se nel 1991 quelle nel campo biomedico erano leggermente superiori alle altre, oggi il gap è aumentato enormemente, con le prime sopra le mille l’anno e le altre che non superano le 300. Per determinare lo ‘stato di salute’ della scienza nei singoli paesi il rapporto usa il Global Innovation Index, stilato ogni anno dalla Cornell University e altre istituzioni sulla base di 84 parametri e pubblicato lo scorso luglio.

Dalla ‘classifica’ risultante il paese migliore è la Svizzera, seguita da quelli del nord Europa. L’Italia è al posto 27, peggio di concorrenti diretti come Spagna o Irlanda, ma anche di paesi più piccoli come Estonia o Cipro.