Anche gli insetti possono provare “dolore cronico”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 16 Luglio 2019 6:24 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2019 18:47
Un insetto (foto d'archivio Ansa)

Un insetto (foto d’archivio Ansa)

ROMA – A seguito di un infortunio o di una ferita, anche gli insetti possono provare “dolore cronico”, ossia un dolore che può durare nel tempo: è quanto emerge da uno studio dello scienziato Greeg Neely, dell’University of Sydney, pubblicato sulla rivista Science Advances.

Eseguendo degli esperimenti sui moscerini della frutta, Neely e il suo team hanno scoperto che anche dopo la guarigione della ferita rimane un dolore persistente. Simile a quello degli umani quando vengono colpiti dalla sciatica, una nevralgia, lesioni accidentali o al midollo. I moscerini sono “ipersensibili” al pericolo anche in seguito alla guarigione e “cercano di proteggersi per il resto della loro esistenza”. I ricercatori sperano che le scoperte sul dolore cronico possano essere d’aiuto a sviluppare delle cure per l’uomo.

“Le persone credono che gli insetti non provino dolore ma è già stato dimostrato in molti diversi animali invertebrati quanto percepiscano ed evitino stimoli pericolosi che noi umani percepiamo come dolorosi” ha affermato Greg Neely. “Sapevamo che gli insetti potevano percepire il dolore, ma quello che non sapevamo è che una lesione potrebbe portare a un’ipersensibilità duratura a stimoli normalmente non dolorosi in modo simile alle esperienze dei pazienti umani”.

Nello studio, gli scienziati hanno danneggiato un nervo di una zampa del moscerino della frutta e atteso che la ferita guarisse senza alcun intervento. Sebbene la ferita fosse guarita, tutte le zampe del moscerino erano diventate “ipersensibili” a stimoli potenzialmente dannosi come il caldo o il freddo. Analizzando geneticamente le terminazioni nervose del moscerino, i ricercatori hanno scoperto che il cervello riceve i messaggi di dolore tramite i neuroni sensoriali attraverso il nervo ventrale, una sorta di versione del nostro midollo spinale.

Neely ha paragonato il sistema nervoso di un insetto a un “cancello” che permette al moscerino di provare dolore o meno, a seconda del contesto. “Dopo l’infortunio, il nervo ferito scarica tutto il carico nel nervo ventrale e uccide tutti i freni, per sempre. La soglia del dolore cambia e diventa ipervigilante”. Con queste informazioni sul dolore neuropatico, il tipo che si verifica dopo il danneggiamento del sistema nervoso, gli scienziati sperano di fare progressi nella medicina umana. “Siamo concentrati sulla creazione di nuove terapie o farmaci per le cellule staminali che mirano alla causa di fondo e bloccano il dolore per sempre”, ha affermato Neely.

Fonte: Daily Mail.