Insetti a rischio estinzione entro un secolo: ecco perché sarebbe una catastrofe

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2019 5:30 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2019 20:17
Insetti a rischio estinzione, catastrofe per l'uomo: ecco perché

Insetti a rischio estinzione entro un secolo: ecco perché sarebbe una catastrofe

ROMA – Entro un secolo gli insetti potrebbe andare verso l’estinzione e per l’umanità sarebbe una vera e propria catastrofe. Questo il responso di uno studio degli scienziati della University of Sydney, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Biological Conservation.

Per i ricercatori, il tasso di estinzione degli insetti è otto volte superiore a quello di mammiferi, uccelli e rettili. Lo studio ha rilevato che il 41% di tutte le specie di insetti sono in declino, ogni anno ne perdiamo il 2,5%, e la loro scomparsa provocherà un “collasso catastrofico” negli ecosistemi del pianeta.

I dati mostrano che negli ultimi dieci anni è diminuito il 53% delle specie di farfalle mentre il 46% delle specie di api è in declino. L’agricoltura intensiva è risultata “la causa principale” del declino degli insetti ma i ricercatori hanno individuato una serie di problemi, come il cambiamento climatico, l’urbanizzazione, la perdita di habitat, la malattia e l’introduzione di specie invasive, scrive il Daily Mail. 

Per quanto riguarda il cambiamento climatico, ai tropici gli insetti si sono evoluti in condizioni climatiche molto stabili e non hanno le risorse e il tempo per adattarsi all’innalzamento delle temperature, come dimostra la situazione di Portorico dove proprio per questo motivo in 35 anni le popolazioni di insetti si sono ridotte del 98%. 

Andrew Bladon, un ricercatore dell’University of Cambridge l’Università di Cambridge, ha dichiarato al MailOnline che è improbabile si estinguano tutti gli insetti ma il numero si ridurrà a un livello tale che la loro funzione sarà minima. Gli insetti sono “essenziali” in tutti gli ecosistemi per il ruolo che svolgono nell’impollinazione di piante e fiori e come nutrimento per altri animali, affermano i ricercatori.