iPad mini e iPhone low-cost: quello che Steve Jobs non avrebbe voluto

di Titti Santamato
Pubblicato il 9 settembre 2013 20:28 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2013 20:28
iPad mini e iPhone low-cost: quello che Steve Jobs non avrebbe voluto

Sullo sfondo un ritratto di Steve Jobs (Foto Lapresse)

SAN FRANCISCO – (ANSA) Un tablet tascabile? ”Non ha senso”. Lo diceva Steve Jobs il 18 ottobre 2010. Parole, quelle del fondatore e guru della Apple, poi smentite nei fatti dall’azienda che lo scorso anno ha lanciato un tablet più piccolo. E il colosso di Cupertino, a due anni dalla morte di Jobs, sta per intraprendere un cammino che prevede novità significative, come il lancio di uno smartphone economico ma anche di dimensioni maxi sulla scia di Samsung e di altri concorrenti. Un tradimento della filosofia dell’iPhone unico sostenuta dall’iCeo.

Nel 2010, nell’annunciare i risultati trimestrali da record che Apple aveva ottenuto grazie all’iPad, Steve Jobs aveva criticato i produttori concorrenti di tablet con schermo da sette pollici, sostenendo che ‘‘dieci pollici è la misura giusta”. I tablet da sette pollici sono ”troppo grandi per competere con gli smartphone e troppo piccoli per l’iPad”, aveva tagliato corto allora Jobs.

La storia poi è andata diversamente. Apple ha lanciato ad ottobre 2012 un iPad mini, mettendo però in pratica l’intuizione dello schermo un po’ più grande, da 7.9 pollici, rispetto ai canonici 7 dei concorrenti. Ed è possibile che il mini tablet sia stato il primo prodotto di una lunga serie anti ‘Steve Jobs pensiero’. Infatti, se le indiscrezioni verranno confermate Apple a giorni lancerà un melafonino low-cost, con un guscio in plastica colorata invece dell’attuale alluminio, per colmare la distanza con Samsung e altre big della tecnologia che da tempo hanno aggredito nuovi mercati.

Una resa di cui forse il fondatore di Apple, visto il suo interesse maniacale per il design e i materiali esclusivi, non si sarebbe mai reso protagonista. Il tradimento del concetto di iPhone unico potrebbe compiersi completamente se Cupertino lanciasse anche smartphone di taglia maxi, cioè con display da cinque e sei pollici, di cui Samsung è stata pioniera.

Le indiscrezioni erano circolate già nei mesi scorsi, a confermare il possibile riorientamento della strategia dell’azienda californiana ci ha pensato qualche giorno fa l’autorevole Wall Street Journal. Così i tempi cambiano, le rivoluzioni a cui ci aveva abituato Steve Jobs scarseggiano e Cupertino deve rincorrere nuovi mercati e nuovi guadagni.

In attesa che arrivi lo smartwatch (anche qui Samsung ha battuto tutti sul tempo), gli occhiali a realtà aumentata come i Google Glass e anche la tanto agognata Apple tv, non un decoder ma un vero e proprio apparecchio televisivo totalmente nuovo.