Isola di Pasqua, la scoperta sulle statue: sono costruite vicino a fonti di acqua dolce

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 14 gennaio 2019 14:08 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2019 14:28
Isola di Pasqua, statue megalitiche utilizzate per segnalare fonti d'acqua

Isola di Pasqua, il mistero delle statue costruite vicino a fonti di acqua dolce

ROMA – Fonti di acqua dolce si trovano nei pressi delle misteriose statue che popolano l’isola di Pasqua. Questo il risultato di uno studio condotto dai ricercatori della Binghamton University di New York che puntava a comprendere il significato dietro allo schema in cui le statue, rinominate moai e ahu, sono state posizionate migliaia di anni fa. 

Gli scienziati hanno studiato a lungo gli oltre 300 ahu e i 1000 moai che popolano l’isola di Rapa Nui, in Cile, scoprendo che gli uomini di pietra alti anche fino a 12 metri potrebbero avere una funzione più pratica che mistica o di decoro monumentale. Le statue infatti sono state costruite sulle coste e con il volto rivolto verso l’entroterra, in un ordine all’apparenza sparso. Nello studio su Plos One gi scienziati ritengono invece che le statue servano come giganti “segnaposto” per ruscelli e falde acquifere dell’isola dove il clima arido rendeva importantissima la ricerca di acqua dolce. 

I ricercatori hanno analizzato le mappe e i percorsi delle falde acquifere che si trovano vicino a 93 delle megalitiche statue, soprattutto nella parte est dell’isola, e che sono state realizzate prima del XVIII secolo, quando vi arrivarono gli europei. Le statue dunque simboleggiano la presenza di punti strategici per la vita quotidiana, dove trovare acqua dolce, ma non è ancora chiaro se la costruzione nei pressi delle falde fosse il significato primario delle imponenti costruzioni. 

5 x 1000

D’altronde, i 93 ahu esaminati si trovano in aree dove sgorgava l’acqua e venivano coltivate piante, ad esempio le patate dolci. Diversi studi hanno poi dimostrato che gli abitanti dell’isola avevano difficoltà a raggiungere le fonti, tanto da essere stati realizzati alcuni pozzi per poter arrivare all’acqua potabile. Carl Lipo, ricercatore e autore dell’articolo, ha spiegato: “Ogni volta che vedevamo grandi quantità di acqua fresca c’erano le statue giganti”.

Per i ricercatori si tratta solo di un primo risultato, ma saranno necessari ulteriori studi per capire se la localizzazione dell’acqua fosse il solo compito di queste megalitiche statue oppure se vi siano altri significati e schemi misteriosi da scoprire. Il mistero non è ancora risolto.