Licantropi: fuori dal mito e dall’horror, la molecola del sangue che fa crescere i peli e ululare alla luna

di Dini Casali
Pubblicato il 6 Giugno 2019 11:24 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2019 11:24
Licantropi: fuori dal mito e dall'horror, la molecola del sangue che fa crescere i peli e ululare alla luna

Licantropi: fuori dal mito e dall’horror, la molecola del sangue che fa crescere i peli e ululare alla luna

ROMA – Uomini e donne lupo, esseri mutaforma nelle notti di plenilunio, lupi mannari, licantropi… A dispetto delle migliaia di avvistamenti, testimonianze, apparizioni, anche i meno inclini al razionalismo scientifico devono rassegnarsi a contemplarne la terrorizzante immagine solo nei romanzi e nei film desunti dalle innumerevoli leggende che circolano dalla notte dei tempi. 

I licantropi, cioè uomini o donne che in determinate circostanze perderebbero i connotati umani per assumere quelli di un’irsuta bestia antropofaga se non solo assetata di sangue, non esistono. Esiste tuttavia il gancio biologico che spiega nascita e diffusione di suddette leggende fiorite a tutte le latitudini: come per i vampiri, va scomodata una molecola del sangue dal nome evocativo, la porfirina.

Insofferenza alla luce diurna, crescita indiscriminata di peli, tremendi dolori gastrici che portano a urlare di dolore: se mettiamo insieme questi sintomi e collochiamo la sfortunata esistenza di chi ne è afflitto nei tempi non tanto antichi precedenti alla illuminazione elettrica, ci è più facile comprendere l’inevitabile associazione con la trasformazione di un uomo in lupo.

Le porfirine non riescono a far viaggiare regolarmente un sangue debitamente ossigenato nell’emoglobina ma, come su un set cinematografico, noi vedremmo quell’individuo rintanato tutto il giorno al riparo dai raggi solari, poi, pallido come la morte, dibattersi tra dolori lancinanti prima trovare un po’ di requie nei campi illuminati da una luna piena cui sembra rivolgersi ululando come farebbe un animale ferito, mentre sulla faccia, sulla pelle, noteremmo quella spaventosa eruzione di peli…

Ma non bisogna andare troppo indietro nel tempo, la scienza medica ci offre documenti più aggiornati, come nel caso del libro “Mutanti” (Edt) del medico inglese Gavin Francis, appena pubblicato in Italia. Un fatto tratto dalla sua esperienza al Pronto Soccorso (lo riferisce il Corriere della Sera) è illuminante.

«Da qualche giorno Joanne aveva un brutto raffreddore con mal di testa, si sentiva debole e giù di corda, (…) aveva dolori addominali e sentiva la pelle andare a fuoco. (…) Sembrava fosse posseduta da una specie di inquietudine corporea, che si manifestava soprattutto a livello del tronco e degli arti. (…) Erano iniziate delle allucinazioni di lucertole giganti sulle pareti». Joanne aveva un impiego amministrativo che svolgeva in seminterrato e quel lavoro le piaceva perché le consentiva di non esporsi al sole. «Si scotta molto facilmente» riferì la sua coinquilina, «dovrebbe vederla in estate, le viene addirittura l’eritema». La pelle di Joanne era screziata di pigmenti marroni, soprattutto sulla faccia e sulle mani, come se vi fossero stati versati sopra minuscoli grani di caffè. «Dobbiamo controllare le porfirine», disse il primario. (fonte Corriere della Sera)