Lo fanno gli uccelli, le api, gli esseri umani. Uno studio rivela perché?

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 dicembre 2016 5:59 | Ultimo aggiornamento: 22 dicembre 2016 2:17
Lo fanno gli uccelli, le api, gli esseri umani. Uno studio rivela perché?

Lo fanno gli uccelli, le api, gli esseri umani. Uno studio rivela perché?

LONDRA – Lo fanno gli uccelli, le api, gli esseri umani ma il perché facciamo sess0 resta uno dei misteri della scienza. Gli scienziati, ora ritengono di aver trovato una risposta: la riproduzione ses$uale ci rende molto più resistenti alle infezioni, poiché si più in grado di adattarsi alle minacce dei cambiamenti dell’ambiente.

All’apparenza la riproduzione ases$uata, che avviene clonando se stessi, praticata da alcune specie animali come il drago di Komodo (lucertola gigante) e le stelle marine, ha molti e vari vantaggi. Ma può essere meno divertente, dal punto di vista umano: elimina la necessità di trovare un partner, così come il corteggiamento e l’innamoramento. E tra gli esseri umani o animali, sedurre un partner può rivelarsi elaborato. Negli umani comporta la guida di auto di lusso o abiti scollati mentre negli animali piume sgargianti o violenti scontri di corna.

E’ già noto che il sess0 permette ai geni di mescolarsi e, di conseguenza, alle popolazioni di evolversi e adattarsi in fretta ai cambiamenti dell’ambiente. Tuttavia, affinché il sess0 possa battere la clonazione come strategia di riproduzione, ci devono essere dei “benefici su larga scala”, che faranno la differenza per la prossima generazione.

La maggior parte degli organismi sono o interamente ses$uali o clonali, per cui non possono essere confrontati con facilità. Per risolvere la questione, i ricercatori dell’University of Stirling hanno studiato i Cladoceri, componente principale del plancton d’acqua dolce, un organismo in grado di riprodursi sia se$sualmente che attraverso la clonazione.

Gli scienziati hanno scoperto che i Cladoceri nati dalla riproduzione se$suale erano due volte più resistenti alle infezioni, rispetto a quelli nati con la clonazione. Mentre alcune specie animali e vegetali sono in grado di riprodursi senza sess0, come le stelle marine e i pesci Banana (Halichoeres chrysus), nel mondo naturale il sess0 è ancora il mezzo dominante di riproduzione.

I ricercatori hanno studiato più di 6.000 Cladoceri, catturati negli Scottish Borders. In laboratorio, la prole ses$uale e clonale dei Cladoceri in libertà è stata esposta a un’infezione batterica che affligge i Cladoceri in condizioni di laboratorio controllate. La prole riprodotta se$sualmente era due volte in più resistente di quella clonata.

Stuart Auld della facoltà dell’Università di Scienze Naturali, ha affermato: “Una delle più antiche domande di biologia evolutiva è perché esiste il sess0 che richiede tanto tempo ed energie?”.
“Il sess0 spiega la presenza della coda del pavone, le corna del cervo e l’elaborata danza del maschio dell’uccello Paradiso.

“Se una femmina di una qualsiasi di queste specie, clona se stessa, senza sess0, la sua prole potrebbe diventare dominante, poiché la clonazione può raddoppiare una popolazione ogni nuova generazione; con l’accoppiamento, la femmina deve trovare un maschio, devono investire nella lotta e nella danza”.
“Ma allora, perché non siamo circondati da organismi clonali?”

“Confrontando le figlie clonali e sesSuali delle stesse madri, quelle riprodotte attraverso il sess0 sarebbero meno malate rispetto a quelle riprodotte per clonazione”, spiega Auld. “La necessità di eludere la malattia, spiega il motivo per cui il sess0 persiste nel mondo naturale, nonostante il prezzo da pagare. Gli organismi clonati sono geneticamente identici alle loro madri, il che significa che ogni parassita, o infezione batterica che infetta la madre, poi infetterà la prole”.

Di qui la logica deduzione: “Il sess0 si è sviluppato per aiutare le generazioni a combattere le infezioni”, conclude Auld.