Lucy forse era poligama: nuove impronte riscrivono storia nostri antenati

di Lorenzo Muti
Pubblicato il 15 dicembre 2016 14:44 | Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2016 14:44
Lucy forse era poligama: nuove impronte riscrivono storia nostri antenati

Lucy forse era poligama: nuove impronte riscrivono storia nostri antenati

ROMA – Nuove orme di ominidi scoperte a Laetoli, in Tanzania, aprono prospettive inedite sullo studio del comportamento sociale dell’Australopithecus afarensis, la stessa specie della famosa Lucy, rivoluzionando l’immagine “romantica” dei nostri antenati vissuti 3.6 milioni di anni fa.

E’ quanto emerge da una ricerca, pubblica sulla rivista eLife, condotta dalla scuola di paleoantropologia dell’Università di Perugia in collaborazione con ricercatori degli Atenei di Pisa e Firenze, Sapienza di Roma, Dar es Salaam.

“Le vecchie impronte – spiega Giovanni Boschian dell’Università pisana – rinvenute negli anni Settanta da Mary Leakey avevano portato a numerose interpretazioni, la più famosa delle quali è quella della coppia di ominidi che passeggia col braccio di lui sulla spalla di lei seguiti da un terzo individuo di medie dimensioni. Le tracce appartenevano infatti a tre individui, due che procedevano affiancati (grande e piccolo/maschio e femmina) e il terzo (il medio) che camminava nelle impronte del più grande. Le nuove orme, ritrovate a circa 150 metri dalle vecchie, appartengono ad altri due individui, uno molto più grosso degli altri, probabilmente un maschio, l’altro di medie dimensioni.

Ne consegue che probabilmente non si trattava di una famiglia formata da una coppia monogamica padre-madre più figlio, ma di un gruppo costituito da un grande maschio dominante e vari altri individui di vari sessi e dimensioni”.

Le orme del grosso maschio sono sorprendentemente più grandi di quelle del resto del gruppo, suggerendo dimensioni corporee che lo rendono il più grande rappresentante di Australopithecus afarensis identificato finora, con una statura stimata di 1.65 metri. L’ipotesi è dunque che il ‘quintetto’ di Laetoli fosse composto da un maschio, due/tre femmine e uno/due giovani, fatto che porta a smentire la ricostruzione classica.