Malattia di Creutzfeldt-Jakob, per la prima volta un uomo sarà sottoposto ad una terapia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 ottobre 2018 6:57 | Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2018 19:05
Malattia di Creutzfeldt-Jakob

Malattia di Creutzfeldt-Jakob, per la prima volta un uomo sarà sottoposto ad una terapia

LONDRA – Nel Regno Unito, un uomo che sta morendo a causa della malattia di Creutzfeldt-Jakob, la più importante delle encefalopatie spongiformi trasmissibili, sarà la prima persona al mondo a essere sottoposta all’unica terapia esistente e per ora sperimentale. A dare il via libera è stato il giudice Cohen del Court of Protection, tribunale di protezione, scrive il Daily Mail. 

Fino a oggi non esisteva alcuna cura per la malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ), variante umana dell’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) nota come “malattia della mucca pazza“. Una patologia rara ma mortale, di solito i pazienti muoiono nel giro di sei settimane.

Gli scienziati dell’University College London Prion Unit, istituita dal governo a seguito dell’epidemia di BSE negli anni ’90, hanno lavorato per 20 anni alla terapia con il PRN100, un anticorpo sintetico che sperano possa bloccare la malattia che colpisce il cervello.

I test di laboratorio sono stati incoraggianti ma fino ad ora nessun essere umano è stato sottoposto al trattamento che, essendo sperimentale può rivelarsi pericoloso.

Poiché la MJD colpisce rapidamente, quando diagnosticata spesso i pazienti non hanno la capacità mentale di acconsentire a sottoporsi al trattamento.  

A chiedere la terapia è stata la famiglia dell’uomo e il giudice, dopo aver esaminato le prove nel corso di un’udienza ha dato il via libera, tenendo in considerazione che:”Ogni giorno che trascorre con la famiglia per il paziente è speciale. E’ chiaramente nel suo interesse che debba curarsi e che io dia l’approvazione”.

John Collinge, direttore di Prion Unit, ha dichiarato:”E’un traguardo molto importante per noi e per i pazienti. Procederemo con estrema cautela, in condizioni rigidamente controllate. Un team di esperti di diverse discipline prenderà delle decisioni collettive nell’interesse del paziente”.

Il trattamento PRN100 utilizza un anticorpo artificiale che blocca i prioni attaccati alle proteine sane.

L’uomo inizialmente sarà curato con una flebo nel braccio e monitorato 24 ore su 24 da un team di esperti dell’University College London Hospital.

Il trattamento probabilmente non modificherà i danni cerebrali in essere ma il team spera che possa bloccare ulteriori lesioni.