Mamme in affitto, figli a coppie gay: i casi più discussi della fecondazione assisitita

Pubblicato il 4 Ottobre 2010 20:08 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2010 20:56

Mamme nonne, uteri in affitto, figli di coppie omosessuali, donne fecondate con il seme del compagno morto, donatrici di ovociti a pagamento: nei suoi 32 anni di storia la fecondazione artificiale ha portato, accanto a tanti successi, anche a situazioni estreme che ripetutamente continuano a sollevare perplessità etiche. I dubbi riguardano le applicazioni di una tecnica che dal 1978, anno di nascita della prima bambina in provetta, Louise Brown, ha fatto nascere nel mondo circa 4 milioni di bambini.

Banca del seme. E’ trascorso appena un anno dalla nascita di Louise Brown quando negli Stati Uniti si inaugura la prima banca del seme che, di fatto, si basa sul presupposto che possa esistere la fecondazione eterologa, ossia con seme da donatore esterno alla coppia.

Utero in affitto. Sempre negli Usa si registra nel 1984 il primo caso di utero in affitto e nasce il primo bambino da una donna che non è la madre genetica. In Italia il primo caso analogo è del 1994, quando una donna di 45 anni offre il proprio utero in prestito alla figlia di 23 anni, che non poteva avere bambini.

Mamme nonne. Nel 1992 in Italia è una ex-ostetrica di 61 anni la prima ”mamma nonna” e fa parte del centinaio di donne che hanno già tentato di diventare madri in menopausa. Sempre in Italia, un anno più tardi una donna di 63 anni diventa mamma.

Fecondazione in vitro da genitore morto. Risale al 1995 un caso di utero in affitto molto particolare: una bambina nasce in Italia due anni dopo la morte della mamma perché un ovulo della madre naturale, prelevato quando questa era in vita e fecondato con il seme del padre, era stato impiantato nell’utero della zia paterna. Nascono nello stesso periodo due gemelli nati dopo che la madre è stata fecondata con il seme del marito, morto di tumore. Intanto compaiono i primi annunci di donne che si offrono di donare i propri ovociti.

3mila embrioni distrutti in Gran Bretagna. Nella storia della fecondazione artificiale hanno fatto discutere anche i 3.000 embrioni congelati distrutti nel 1996 in Gran Bretagna allo scadere del periodo di 5 anni previsto dalla legge come termine massimo per la conservazione. 3500 embrioni congelati in Italia. Ancora oggi in Italia sono in attesa di un ”destino” di quasi 3415 embrioni in sovrannumero ottenuti dagli interventi di fecondazione assistita, congelati e che le coppie non intendono più utilizzare.