Mano bionica, piega le dita come quella naturale: dal 2019 in commercio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 maggio 2018 12:41 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2018 12:59

ROMA – Una mano bionica che è in grado di afferrare oggetti e piegare le dita proprio come quella naturale. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] Si tratta di una nuova protesi hi-techi sviluppata dal Rehab Technologies Lab in Italia e che sarà messa in commercio dal 2019.

La mano è in grado di piegare le dita e prendere gli oggetti con un’efficienza pari al 90% di quella di una mano naturale. E’ la protesi robotica che non richiede bisturi e più economica di quelle attuali, nata in Italia nel Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l’Inail e l’Istituto italiano di tecnologia (Iit). E’ stata presentata oggi a Roma, nell’incontro organizzato da Inail e Iit.

Marzo Zambelli, che nel 2015 aveva sperimentato la mano con tre dita, considerata la prova di fattibilità di una protesi ad alta tecnologia e a costi più accessibili, primo frutto della collaborazione fra Inail e IIt, ha commentato: “Posso piegare le dita con la forza voluta e cominciare a dimenticare di dover usare sempre la mano sinistra”.

La mano si chiama Hannes in onore di Hannes Schmidl, il primo direttore tecnico del centro protesi dell’Inail e autore nel 1965 della prima mano controllata dagli impulsi nervosi trasmessi dai muscoli (mioelettrica). La mano presentata oggi è controllata nello stesso modo attraverso elettrodi, indossarla non richiede un intervento chirurgico e ha dei guanti color pelle in versione maschile e femminile.

“Abbiamo uno strumento prezioso”, ha detto il presidente dell’Inail, Massimo De Felice riferendosi alla mano robotica, che è ormai un vero e proprio prodotto e che ha ricevuta la certificazione CE come dispositivo medico di fase 1. La mano “è pronta per la commercializzazione a partire dal 2019”, ha aggiunto il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello.

E’ stata infatti sviluppata nell’ambito dell’accordo fra Inail e Iit formato nel 2013, nell’ambito di un protocollo finalizzato allo sviluppo di protesi di nuova generazione che prevedeva un investimento di 7,5 milioni nell’ambito di un piano triennale (2013-2015) da 12 milioni.

Il risultato, frutto di oltre 10 anni di lavoro, “è una dimostrazione di come la tecnologia possa aprire grandi opportunità a livello sociale”, ha rilevato il presidente dell’Iit, Gabriele Galateri di Genola. Il punto di partenza della mano presentata oggi e ormai alle soglie del mercato è stato infatti il robot umanoide iCub costruito nel 2010 dall’Iit: “una straordinaria palestra per sviluppare componenti al servizio dell’uomo”, ha detto il direttore scientifico dell’Iit, Roberto Cingolani. “La mano è solo il primo esempio, ma sulla stessa base stiamo sviluppando esoscheletri e protesi di braccia e gambe”.

(Foto Ansa)

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