Mano robotica, il primo impianto permanente eseguito al mondo

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 5 Febbraio 2019 12:22 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2019 12:22
Mano robotica italiana impiantata in modo permanente: primo intervento

Mano robotica, il primo impianto permanente eseguito al mondo (Foto da Ansa)

ROMA – Una mano robotica impiantata in modo permanente nella paziente amputata e che potrà essere utilizzata ogni giorno, proprio come un arto naturale. Questo il primato raggiunto dai medici di Gothenburg dello Sahlgrenska University Hospital che hanno impiantato su una donna di 45 anni la mano robotica costruita grazie al progetto europeo DeTOP, guidato da Christian Cipriani, dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un primato a cui seguiranno altri due interventi che saranno eseguiti in Italia e in Svezia.

La paziente aveva perso la mano nel 2002 e dopo l’impianto permanente sta seguendo un programma di riabilitazione per riacquistare forza nei muscoli dell’avambraccio, indeboliti dopo l’amputazione, e sta utilizzando la realtà virtuale per imparare a controllare l’arto bionico. Nelle prossime settimane potrà tornare a casa, ha spiegato Cipriani, e utilizzare la nuova mano: “Grazie a questa interfaccia uomo-macchina così accurata e grazie alla destrezza e al grado di sensibilità della mano artificiale, ci aspettiamo che nel giro dei prossimi mesi la donna riacquisisca funzionalità motorie e percettive molto simili a quelle di una mano naturale”. 

L’intervento chirurgico è stato eseguito da Richard Brånemark e Paolo Sassu nello Sahlgrenska University Hospital. Nelle ossa dell’avambraccio (radio e ulna) della donna sono stati impiantate delle strutture in titanio come ponte fra ossa e terminazioni nervose da un lato e la mano robotica dall’altro. Grazie a 16 elettrodi inseriti nei muscoli residui è stato possibile stabilire un collegamento diretto tra la protesi e il sistema nervoso. In questo modo la mano robotica può essere controllata in modo più efficace e diventa possibile anche ripristinare il senso del tatto. 

L’impianto è stato sviluppato in Svezia dal gruppo coordinato da Max Ortiz Catalan, dell’azienda Integrum, in collaborazione con la Chalmers University of Technology. La mano robotica è stata realizzata dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’azienda Prensilia, spin-off dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, nell’ambito del progetto DeTOP (Dexterous Transradial Osseointegrated with neural control and sensory feedback), finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma Horizon 2020. Al progetto partecipano inoltre le università svedesi di Lund e Gothenburg, quella britannica dell’Essex, il Centro svizzero per l’Elettronica e la Microtecnologiay, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Centro Protesi dell’ Inail e l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.