Mantello invisibilità, coi metamateriali digitali ancora più vicino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2014 7:34 | Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2014 19:43
Mantello invisibilità, coi metamateriali digitali ancora più vicino

(Foto Ansa)

ROMA – Riflettere la luce e creare un mantello dell’invisibilità. Questo uno degli obiettivi sempre più vicino grazie alle applicazioni dei nuovi metamateriali digitali sviluppati dai ricercatori Cristian Della Giovampaola e Nader Engheta dell’univesità della Pennsylvania. Lo studio dei due ricercatori è stato pubblicato sulla rivista Nature Materials e ha permesso di sviluppare materiali in grado di rendere invisibili gli oggetti.

Ma cosa sono i metamateriali digitali? Il punto di partenza di Della Giovampaola e Engheta parte dall’elettronica e dal codice binario, che nasce dall’alternanza di 0 e 1 e su cui si basa la programmazione informatica.

Scegliendo due materiali, facilmente reperibili ed economici, i ricercatori li hanno combinati per ottenere un metamateriale che fosse in grado di interagire con la luce e il suono in modi non convenzionali e che non esistono in natura. Il loro comportamento è determinato dalle proprietà delle unità che lo costituiscono e dal modo in cui queste sono organizzate.

Un lavoro certo non facile, ha spiegato all’Ansa Della Giovanpaola, ricercatore italiano che lavora negli Stati Uniti, nato dalla necessità di trovare materiali adatti ai propri scopi che fossero reperibili e accessibili in termini economici:

“Riuscire a bilanciare complessità e semplicità ha giocato un ruolo importante in molti settori della scienza e dell’ingegneria. Attualmente può accadere di progettare dispositivi interessanti, ma impossibili da realizzare perché i materiali con cui costruirli mancano o sono troppo costosi”.

Alla ricerca del materiale perfetto, spiega il ricercatore, l’ispirazione è arrivata dal codice binario:

“Ci siamo chiesti se, così come nel codice binario con 1 e 0 si possono rappresentare molto numeri e logiche molto complesse, si potesse fare lo stesso con i material. Con due soli materiali si possono ottenere materiali molto diversi fra loro?”.

Per verificarlo i ricercatori hanno individuato due unità fondamentali, che hanno chiamato ‘bit di metamateriali’ e che sono l’analogo all’1 e allo 0 del codice binario.

I bit utilizzati dai ricercatori sono composti da materiali facili da reperire e che possono essere combinati per ottenere strutture differenti e lenti digitali che interagendo diversamente con la luce, secondo le simulazioni al computer elaborate dai ricercatori, possono essere utilizzate diversi scopi, tra cui quello di costruire microscopi più potenti. O un mantello dell’invisibilità, che non è mai stato così vicino come oggi.