Marte mistero ossigeno: cosa lo produce e poi riassorbe?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2019 14:05 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2019 14:05
Marte, Ansa

Rappresentazione artistica del rover Curiosity della Nasa su Marte (foto Ansa)

ROMA- Marte, mistero ossigeno. Dal 2012 la sonda Curiosity annusa per così dire quel po’ di quasi atmosfera che c’è sopra e dentro il cratere Gale. Tra i gas, oltre al metano, c’è anche l’ossigeno. Questa non è una scoperta in assoluto, era nota la presenza di ossigeno su Marte, ossigeno in quantità sulla nostra scala terrestre infinitesimali (per capirci: l’ossigeno che c’è su Marte se su Marte prova a respirarlo un umano quell’uomo muore senza dubbio ed eccezione per asfissia).

Quello che è del tutto nuovo e allo stato delle nostre conoscenze sorprendente e inspiegabile è il comportamento di quel po’ di ossigeno chiamiamolo marziano. La sua presenza ha una banda di oscillazione molto ampia, circa il 30 per cento. Ed ha un ciclo, cicli di picchi di presenza e di avvallamenti nel grafico. Il ciclo di su e giù con un delta del 30 per cento è stato riscontrato e misurato dalla sonda. Le ragioni, il perché di questo ciclo restano invece ignote, inspiegabili e quindi, come sempre su Marte, un po’ misteriose.

E’ un ciclo quello dell’ossigeno che va su e giù che è stagionale. Ma non dipende diciamo così dal meteo. Non dipende, nel senso che, secondo la chimica che conosciamo, le variazioni dovrebbero avere altro ritmo ed entità. C’è su Marte una chimica diversa? Impensabile. Oppure no?

Il ciclo dell’ossigeno su Marte può trovare spiegazioni per così dire geologiche, cioè essere determinato da qualcosa sotto la superficie del pianeta? Magari acqua? Non ci sono dati e conoscenze né per affermarlo, tanto meno per dimostrarlo, neanche per ipotizzarlo. Lo si può solo supporre saltando troppi passaggi intermedi della verifica scientifica.

Eppure Curiosity ha annusato e annusa, con regolarità, questo ossigeno che cresce e poi diminuisce. Qualunque cosa sia e che noi non sappiamo, combinazione con altri gas, sottosuolo con conformazione a noi ignota o altro ancora, è come se qualcosa questo ossigeno lo producesse e poi lo riassorbisse. A ritmi regolari e riscontrabili, come un respiro. Respiro non dei marziani, ma di Marte sì.