Marte, c’è vita? Scoperte molecole organiche sulla superficie del pianeta rosso

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 giugno 2018 21:55 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018 8:33
Marte, c'è vita? Scoperte molecole organiche sulla superficie del pianeta rosso

Marte, c’è vita? Scoperte molecole organiche sulla superficie del pianeta rosso (Foto Ansa)

ROMA – C’è una qualche vita su Marte, o almeno ci sono delle molecole organiche, e il metano nell’atmosfera varia ciclicamente. Insomma: [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] mai come adesso il pianeta rosso sembra avere tutti i requisiti per avere ospitato la vita e forse per accoglierla ancora.

I dati, inviati a Terra dalla missione Curiosity della Nasa, sono pubblicati su Science e non sono ancora la prova della vita, ma indicano una forte probabilità che tre miliardi e mezzo di anni fa su Marte ci fossero i requisiti per ospitarla.

Le molecole organiche sono state scoperte da Curiosity nel cratere Gale, che il rover-laboratorio sta esplorando dal 6 agosto 2012: “Si sono conservate nell’argillite di origine lacustre alla base della formazione Murray, antica 3,5 miliardi di anni”, scrive su Science il gruppo coordinato da Jennifer Eigenbrode, del Centro Goddard della Nasa.

L’incredibile laboratorio miniaturizzato del rover Curiosity, il Sam (Sample Analysis at Mars), ha escluso ogni dubbio su un’eventuale contaminazione, ma non è riuscito a chiarire l’origine: potrebbe essere la testimonianza di una vita passata, o cibo di forme di vita esistenti, o qualcosa di indipendente dalla vita.

Quello che è certo è che se la materia organica è stata trovata vicino alla superficie di un ambiente ostile come quello marziano, aumentano moltissimo le probabilità di trovarla nel sottosuolo: una speranza enorme per la missione ExoMars 2020 di Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Russia, che perforerà il suolo marziano fino a due metri di profondità.

Nello stesso numero di Science il gruppo del Jet Propulsione Laboratory (Jpl) della Nasa coordinato da Christopher Webster descrive le prime oscillazioni nel livello del metano. Il metano nell’atmosfera marziana era stato scoperto nel 2004 dalla missione Mars Express, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e fin da allora ci si era chiesti da dove provenisse questo gas, considerato una delle fondamentali spia della vita.

Si pensava che la scoperta di eventuali variazioni stagionali avrebbe potuto essere la spia di una sorgente ancora attiva sul pianeta rosso. La risposta è arrivata adesso, ancora da Curiosity: le variazioni stagionali nel livello del metano sono state viste e, scrivono i ricercatori, “sono consistenti con piccole sorgenti di metano localizzate sulla superficie o nel sottosuolo”. Per saperne di più bisognerà indagare: l’origine non è ancora nota e la presenza di forme di vita è solo una delle ipotesi, anche se sempre più fondata.

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