Mummie tritate: per secoli gli europei le hanno mangiate credendo fosse medicina

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 20 Giugno 2019 6:01 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2019 17:45
mummie foto ansa

Mummie tritate: per secoli gli europei le hanno mangiate credendo fosse medicina (Ansa)

ROMA – Mummie tritate, macerate, filtrate, distillate e comunque ridotte in polvere in modo da poter essere spalmate o meglio ingerite. Mummie, polvere di mummia da ingerire, quindi mangiare cadaveri in polvere per guarire da malattie respiratorie o anche da traumi, fratture, epilessia e perfino non meglio precisato mal d’amore (depressione?). Gli europei ci hanno creduto per secoli e per secoli l’hanno fatto, più o meno dalla caduta e rovina della scienza e cultura classica (fine impero romano) per tutto il Medioevo e poi il Rinascimento è giù fino al confine tra XIX e XX secolo. Solo allora ci si è cominciati ad accorgere che era una bufala, una credenza, una non cura. Di quelle che oggi spopolerebbero sui social. Vera, autentica, suprema medicina alternativa: la polvere di mummia.

Tutto nacque con una goccia di ignoranza che poi rotolò, rotolò e diventò valanga di ignoranza (come spesso avviene all’ignoranza: parte da poco e si fa slavina). I greci e romani parlavano del bitume, idrocarburo nerastro reperibile in Persia che pare avesse facoltà terapeutiche, una sorta di unguento. Ma bitume in persiano antico si diceva “momia”. E quindi, di piccola ignoranza in piccola ignoranza, si arrivò alla mummia che curava. Mummia come farmaco, mummia che guariva. L’idea ingigantì in Africa e varcò il mediterraneo con gli arabi sbarcando in Spagna. Poi le Crociate e quindi la mummia che guarisce diventa idea circolare e globale.

Della mummia tritata si fanno addirittura pillole, viene prescritta e consumata dai ceti abbienti delle società, non è roba per poveracci. Inevitabilmente la domanda di mummia tritata si estende. E non ci vuole molto perché qualcuno si ingegni a pareggiare domanda e offerta. Mummie non ce ne sono così tante da tritare? Mummie e solo mummie, e chi l’ha detto solo mummie da piramidi o giù di lì? Basta un cadavere essiccato dal sole, chi la vede la differenza? E infatti fioriscono magazzini di cadaveri essiccati che vanno come il pane in forma di polvere di mummia. Tre mesi ad essiccare poi la mummia tritata poteva raggiungere le farmacie europee.

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Per secoli, almeno fino al 1924 quando ancora compariva nei cataloghi di qualche farmacia in Gran Bretagna. Nei secoli la polvere di mummia da balsamo guaritore aveva indietreggiato un po’, era arrivata ad essere quello che noi oggi chiamiamo “integratore”. Più o meno faceva lo stesso effetto degli integratori, più o meno nulla. Ma andava, eccome se andava in commercio. Soprattutto nei paesi di tradizione protestante, quelli che non avevano l’ossessione cattolica sul tb§ che sconsiglia di avere a che fare con i cadaveri.

Da un secolo non crediamo più alla mummia tritata che guarisce i mali. Crediamo in altro: il corno di rinoceronte per la fertilità, il veleno scorpione anti cancro, il limone concentrato anti tumore…La storia non cambia, non questa almeno: per la credulità illusa, per l’ignoranza trionfante non c’è cura. Infatti il sonno catatonico della ragione piace, va alla grande, sempre risorge e mai abbandona davvero questo mondo. Come le mummie.  

Fonte: La Stampa