Musica greca antica, che suono aveva davvero? Ricostruita una canzone inascoltata da 2000 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 agosto 2018 6:25 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2018 20:48
Musica greca antica, che suono aveva davvero? Ricostruita una canzone inascoltata da 2000 anni

Musica greca antica, che suono aveva davvero? Ricostruita una canzone inascoltata da 2000 anni

LONDRA – Nel 1932, il musicologo Wilfrid Perrett riferì al pubblico presente alla Royal Musical Association di Londra le parole di un ignoto professore di greco con inclinazioni musicali: “Nessuno ha mai cavato un ragno dal buco dalla musica greca antica né lo farà mai. Sarebbe una vera follia”.

In effetti, scrive il Daily Mail, la musica greca antica rappresenta un enigma. Eppure dal 750 al 350 a.C. era onnipresente nella Grecia classica, con le poesie di Omero, Saffo e altri autori, composte ed eseguite in musica cantata, a volte accompagnata dalla danza.

I testi letterari forniscono abbondanti e specifici dettagli sulle note, le scale, gli effetti e gli strumenti utilizzati; la lira era comune, insieme al famoso doppio aulos, strumento a fiato a due canne suonate contemporaneamente da un singolo esecutore in modo da sembrare due potenti oboe in concerto.

Nonostante questa ricchezza di informazioni, il senso e il suono della musica greca antica si sono rivelati incredibilmente elusivi. Ciò perché i termini e le nozioni trovate nelle fonti antiche come la modalità, enarmonia, diesis ecc., sono complicati e non familiari. La musica minuziosamente annotata esiste e può essere interpretata in modo affidabile, ma è scarsa e frammentaria.

Ciò che potrebbe essere ricostruito nella pratica è spesso sembrato piuttosto strano e poco attraente, per cui la musica greca antica è stata considerata da molti un’arte perduta. Ma i recenti sviluppi hanno stravolto vertiginosamente questa valutazione.

Un progetto del 2013 al quale ha lavorato Armand d’Angour per  indagare sulla musica antica greca ha generato incredibili intuizioni su come gli antichi greci facessero musica, grazie ad alcuni auloi molto ben conservati ricostruiti da tecnici esperti come Robin Howell e ricercatori associati al Progetto europeo di archeologia musicale.

Suonati da esperti come Barnaby Brown e Callum Armstrong, forniscono una guida fedele alla gamma di suoni della musica antica, nonché alle intonazioni, i timbri e accordature degli strumenti stessi. Centrali, nella canzone antica, erano i ritmi e quelli della musica antica greca possono essere derivati dalla metrica della poesia.

Era basata rigorosamente sulla durata delle sillabe delle parole, creava modelli di elementi lunghi e corti, scrive il Daily Mail. Migliaia di parole sulla teoria della melodia e dell’armonia sopravvivono negli scritti di autori antichi come Platone, Aristotele, Aristoxeno, Tolomeo e Aristide Quintiliano e alcune partiture frammentarie con antica notazione musicale sono venute alla luce a Firenze alla fine del XVI secolo.

Esistono inoltre circa 60 frammenti con notazione antica su papiro o pietra accuratamente compilati, trascritti e interpretati da studiosi come Martin West e Egert Pöhlmann, che offrono la possibilità di capire il suono della musica. Il primo documento musicale sostanziale, trovato nel 1892, conserva parte di un coro della tragedia “Oreste” di Euripide del 408 a.C.

Da tempo pone problemi di interpretazione, principalmente per l’uso di intervalli di quarti di tono, che sembravano suggerire una sensibilità melodica estranea. Ma le analisi del frammento di Oreste, eseguite da Armand d’Angour e pubblicate all’inizio di quest’anno, hanno portato a notevoli intuizioni.

Ha dimostrato che gli elementi dello spartito indicano chiaramente un dipinto di parole: l’imitazione del significato delle parole dalla forma della linea melodica. Il coro di Oreste è stato eseguito dal coro e dal suonatore di aulos all’Ashmolean Museum di Oxford, nel luglio 2017, insieme ad altri brani antichi ricostruiti.

Resta da realizzare, osserva d’Angour, le altre poche dozzine di spartiti, molte estremamente frammentarie, e mettere in scena un dramma antico completo con musica in un teatro antico come quello di Epidauro.

La tradizione occidentale di musica classica si dice inizi con il canto gregoriano del IX° secolo d.C ma la la ricostruzione e l’esecuzione della musica greca, conclude d’Angour, hanno dimostrato che la musica greca antica dovrebbe essere riconosciuta come la radice della tradizione musicale europea.