La Nasa punta a Venere: missione per studiare il pianeta rovente

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 ottobre 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 8:42
La Nasa punta a Venere: missione per studiare il pianete rovente

La Nasa punta a Venere: missione per studiare il pianete rovente (Foto Ansa)

SAN FRANCISCO – Agli inizi del XX secolo, la fantascienza descriveva il pianeta Venere come una sorta di paese delle meraviglie con temperature piacevolmente calde, foreste, paludi e persino dinosauri. Nel 1950, l’Hayden Planetarium dell’American Natural History Museum sollecitava prenotazioni per la prima missione di turismo spaziale, ben prima di Blue Origin, SpaceX e Virgin Galactic. Il potenziale turista spaziale doveva soltanto fornire l’indirizzo e spuntare la casella della destinazione preferita, incluso Venere.

Ma oggi è improbabile che Venere possa essere considerato una destinazione da sogno per il turismo spaziale. Come rivelato da numerose missioni negli ultimi decenni, non è un paradiso ma un pianeta con temperature infernali, un’atmosfera composta per lo più di anidride carbonica e di acido solforico, un gas altamente tossico per gli esseri viventi, e una pressione atmosferica molto alta.

Nonostante ciò, la NASA ha comunque messo a punto un suo “High Altitude Venus Operational Concept”, HAVOC.  All’apparenza sembra una mission impossible: le temperature sulla superficie del pianeta (circa 460° C) sono infatti più calde di Mercurio, anche se Venere è a circa il doppio della distanza dal sole, ma l’obbiettivo della NASA non è quello di far mettere piede all’uomo su Venere, bensì quello di avvicinarsi abbastanza da poter studiare il pianeta dall’alto sfruttando una sorta di dirigibile che stazionerebbe a circa 50-60 km dalle nuvole acide, dove la temperatura è meno rovente.

La pressione atmosferica nell’atmosfera venusiana a 55 km è circa la metà di quella della pressione a livello del mare sulla Terra, ed è abbastanza densa da proteggere gli astronauti dalle radiazioni ionizzanti provenienti dallo spazio. La stretta vicinanza del sole fornisce un’abbondanza maggiore di radiazione solare disponibile rispetto alla Terra, che può essere utilizzata per generare energia (è maggiore di circa 1,4 volte). Il “dirigibile” fluttuerebbe intorno al pianeta sospinto dal vento, potrebbe essere gonfiato con una miscela di ossigeno e azoto che garantirebbe la galleggiabilità, riporta il Daily Mail. 

Nel 1990 la Sonda Magellano della NASA si inserì in orbita attorno a Venere e iniziò una dettagliata mappatura radar, restituendo le prime e finora le sole immagini della superficie venusiana che sembra essere inospitale a qualsiasi forma di vita. In precedenza soltanto le sonde sovietiche, blindate per resistere alle temperature e alle pressioni esistenti, riuscirono a sopravvivere qualche ora prima di soccombere alle temperature surriscaldate.