Sonda della Nasa fotografa l’eruzione solare: sulla Terra arriva l’aurora boreale

Pubblicato il 4 agosto 2010 14:07 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2010 20:35

Durante le prime ore di domenica 1 agosto, il Sole ha emesso diverse tonnellate di plasma nello spazio circostante.

Il plasma viene considerato il “quarto stato” della materia: non solido, liquido, aeriforme, ma “ionizzato” quando una notevole quantità di elettroni viene strappata dagli atomi cui normalmente appartengono. L’eruzione solare, tecnicamente una espulsione di massa coronale, è stata fotografata dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della Nasa, una sonda lanciata lo scorso febbraio, nell’ambito del programma lanciato dalla Nasa Living With a Star (LWS), per studiare il Sole e approfondire gli effetti dell’attività solare e la sua influenza qui sulla Terra.

Grazie alle proprie strumentazioni, la sonda è in grado di fotografare il Sole ad alta definizione, offrendo maggiori dettagli per lo studio della superficie solare. Il materiale espulso dal Sole sotto forma di plasma è principalmente costituito da protoni ed elettroni e viene trascinato dal campo magnetico della corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera della stella che si estende per centinaia di migliaia di chilometri.

La nube fuoriuscita dalla superficie solare domenica 1 agosto, martedì 3 agosto ha raggiunto la Terra. L’incontro con l’atmosfera del nostro pianeta ha dato luogo a fenomeni piacevoli  come le aurore, e altri meno entusiasmanti, come le interferenze per i satelliti artificiali.

Le particelle di energia emesse dal Sole viaggiano verso la Terra formando il vento solare. Raggiunto il nostro pianeta, il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre (la magnetosfera). Il plasma del vento solare può penetrare all’interno dell’atmosfera, dove le enormi quantità di protoni ed elettroni danno vita alle aurore. Le particelle ad alta energia “caricano” gli elettroni degli atomi neutri che si trovano nell’atmosfera terrestre.

In pratica gli elettroni cambiano posizione e poi ritornano progressivamente al loro stato iniziale, “scaricando” la loro energia attraverso l’emissione di fotoni (luce). La colorazione delle aurore dipende dunque dai gas presenti nell’atmosfera: l’ossigeno atomico porta le aurore verdi, mentre quello molecolare le aurore rosse. Queste si formano in genere a 100 chilometri dalla superficie terrestre e sono maggiormente visibili ai poli, dove la protezione magnetica è minore.

L’attività del Sole è sostanzialmente ciclica, ogni ciclo dura in genere undici anni. La precedente attività più intensa si è verificata nel 2001 e si ripeterà probabilmente da qui a un anno.

A causa della notevole entità dell’ultima espulsione di massa coronale, l’aurora potrebbe essere stata vista anche a latitudini più basse del consueto. Il fenomeno è stato particolarmente forte in parte del Nord America e anche nell’Europa settentrionale nella notte tra martedì 3 agosto ed oggi, mercoledì 4: tra i paesi che potrebbero aver anche subito i maggiori danni potrebbe esserci la Danimarca, dove oltre alla visione dell’aurora si segnala il rischio di problemi alle macchine di alta precisione elettroniche e della possibilità di un aumento dei mal di testa.

Vedremo se nei prossimi giorni ci saranno segnalazioni di fenomeni piacevoli e meno piacevoli accaduti in Danimarca o in altri paesi dell’emisfero nord del Pianeta. Per ora, ecco le immagini del sole fotografate dalla sonda della Nasa:

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